Esperti e giuristi sono concordi: il dovere di informare non può mutare nel “diritto” di sanzionare

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L'assessore regionale del Lazio D'Amato, fautore della proposta su no vax e spese mediche
L'assessore regionale del Lazio D'Amato, fautore della proposta su no vax e spese mediche

Perché far pagare ricovero e cure ai no vax è un atto anticostituzionale e quindi la proposta dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato non ha puntelli giuridici? La domanda se la sono posta in molti, ed è domanda a cui possono rispondere, al di là di ogni partigianeria solo i tecnici, nel caso di specie i giuristi. Il tema è spinoso, perché da un lato mette la comunicazione “di pancia” di amministratori che magari sono esasperati legittimemente in punto di etica, dall’altro però piazza una serie di paletti normativi da cui non è possibile derogare, ed uno di questi sarebbe fissato dall’articolo 32 della Costituzione.

Far pagare i no vax per cure e ricovero è anticostituzionale: l’articolo che lo dice chiaramente

Si tratta proprio di quello che in sostanza dice che si possono prevedere trattamenti sanitari obbligatori, ma solo dopo aver varato un’apposita legge, cosa che in Italia non c’è, dato che il vaccino contro il Covid non è obbligatorio se non per date categorie e specifiche circostanze e con atti normativi di secondo livello. Ergo, non si possono mettere in atto iniziative sanzionatorie contro una cosa che è “solo” fortemente consigliata. Insomma, a prescindere dal merito, sugli incentivi disattesi non si punisce, si punisce sulle regole violate. Ma cosa aveva dichiarato D’Amato? Che il suo staff era al lavoro per “capire come far pagare il ricovero ospedaliero ai no vax, in caso contraggano la Covid-19 e necessitino di cure ospedaliere”.

Anticostituzionale far pagare il ricovero in terapia intensiva ai no vax, il proposito di D’Amato e i dubbi della giurista

E l’uomo della sanità di Nicola Zingaretti aveva assicurato che il suo non era uno spot, ma un proposito vero. La sua intenzione però cozza con la Costituzione e con il sistema normativo italiano, lo ha spiegato a Fanpage la docente di Diritto Costituzionale presso l’Unitelma Sapienza Roberta Calvano. La docente richiama la legge 833 del 1978 con cui viene istituito il Sistema sanitario nazionale. Quel caposaldo della giurisprudenza italiana e prevede “universalità e l’uguaglianza nell’accesso alle cure” e la “tutela della salute fisica e psichica che deve avvenire nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana”. Ha spiegato la professoressa Calvano a FP: “Prevedere un trattamento diverso per i non vaccinati, ponendo a loro carico gli oneri economici delle cure significherebbe violare la legge 833, e con essa riterrei anche la Costituzione, che all’articolo 32 prevede che trattamenti sanitari obbligatori possano si essere previsti, ma con un’apposita legge”.

I no vax non devono pagare per il ricovero, è anticostituzionale perché manca l’obbligo di vaccinazione

Precisa poi la giurista: “Ora, poiché questa legge che li preveda non c’è, perché il nostro legislatore non ha introdotto l’obbligo vaccinale, se non per gli operatori sanitari, si deve ritenere che prevedere una sanzione per la violazione di un obbligo, senza prima introdurre l’obbligo sarebbe un assurdo giuridico”. È l’assunto giuridico di uno stato che non rifiuta le cure a chi fuma e si ammala pur consigliando di non fumare insomma. “Nella cornice giuridica e di diritto in cui la politica e gli amministratori si muovono, l’unica azione efficace e legittima che può essere messa in campo continua a essere quella informativa, e non la sanzione di comportamenti legittimi da parte dei cittadini che rischia di esacerbare ancora di più il conflitto attorno a temi essenziali per la salute collettiva, dando argomenti a chi cavalca teorie del complotto e allarmi di dittatura sanitaria”.

Informare di più e meglio, ma far pagare i no vax è “atto anticostituzionale”

La chiave dunque è l’informazione in merito alla sicurezza: “Informiamo di più e meglio quindi per attuare il diritto costituzionale alla salute e sollecitare il rispetto di quei doveri di solidarietà che, sempre in base alla Costituzione, devono spingerci tutti a tutelare la salute collettiva oltre che la nostra”. Poi la chiosa di merito per un amministratore di governo secondario fra i più efficienti d’Italia: “Personalmente come cittadina romana sono molto grata all’assessore D’Amato per l’ottimo lavoro fatto dalla regione in questo anno nella campagna vaccinale, ma devo dire che sarebbe ora auspicabile che proprio da parte delle istituzioni si evitasse di soffiare sul fuoco”.

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