Esperti Neuromed: Nutri-score francese troppo semplicistico

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Roma, 27 gen. (askanews) - I ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Neuromed di Pozzilli scendono in campoin merito al sistema di etichettatura francese Nutri-Score che secondo alcuni comporta un'ingiusta penalizzazione di alcuni prodotti italiani. Il Nutri-Score non piace a tutti e in Italia è diventato una vera e propria questione di stato. Il sistema di etichettatura francese che dovrebbe aiutare le persone a compiere scelte alimentari più salutari non è stato affatto digerito nel Belpaese. Tra le motivazioni ci sarebbe un'ingiusta penalizzazione di alcuni prodotti italiani, a cominciare dall'olio di oliva, che secondo i criteri del Nutri-Score sarebbe declassato al pari di altri oli vegetali, senza troppa enfasi sulle sostanziali differenze tra i vari tipi di olio.

Posto sul lato frontale della confezione di un prodotto, il sistema indica i singoli valori nutrizionali con una scala di cinque colori che vanno dal rosso al verde e a cui corrispondono le prime cinque lettere dell'alfabeto, A-B-C-D-E. Giudicato uno strumento semplice, intuitivo e comprensibile da alcuni ricercatori italiani, Nutri-Score viene visto con riserva da altri.

"La proposta di aiutare le persone a compiere scelte alimentari più salutari è sicuramente da condividere. Tuttavia, il sistema proposto rischia di essere troppo semplicistico e di veicolare solo parzialmente il messaggio volto a migliorare le scelte a tavola - commentano i ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell'IRCCS Neuromed di Pozzilli, autori di numerosi studi sulla dieta Mediterranea, nell'ambito del progetto Moli-sani - se c'è un difetto di questo sistema di etichettatura è quello di isolare il singolo prodotto dall'alimentazione globale di un individuo".

"La dieta Mediterranea è uno stile di vita che va considerato nel suo insieme, nella sapiente scelta degli alimenti e nel modo di saperli combinare. Non è una classifica né una lista della spesa, ma riflette una storia centenaria che rischia di sparire se iniziamo a considerare gli alimenti come atomi che non comunicano tra loro. Il segreto di lunga vita della dieta Mediterranea sta certamente nel modo in cui gli alimenti vengono abbinati tra loro e poi serviti in tavola - precisa Licia Iacoviello, direttore del Dipartimento e professore di Igiene all'Università dell'Insubria di Varese - è impensabile valutare l'olio di oliva al di fuori del contesto in cui viene comunemente utilizzato dalle popolazioni del Mediterraneo, ossia come condimento di verdure fresche e cotte. Così come il beneficio di un consumo moderato di alcol va contestualizzato nell'ambito di una tradizione secondo cui il bicchiere di vino viene consumato durante i pasti principali". (segue)