Esperti, nutrizione adeguata per qualità vita pazienti oncologici

Red
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Roma, 13 nov. (askanews) - "È irrinunciabile" affrontare in maniera più forte e incisiva il tema della "nutrizione nel paziente oncologico", che rappresenta uno dei parametri "fondamentali" nella definizione della sua "qualità di vità". Una consapevolezza che deve emergere sin dalla prima visita specialistica, passando per il percorso ospedaliero, e senza perdere di vista la sua importanza nella successiva presa in carico da parte delle strutture territoriali. Anche attraverso un'alimentazione, ove possibile, personalizzata. È ruotato attorno a una linea guida precisa il dibattito tenutosi oggi pomeriggio al Cracking Cancer Forum 2020, nel corso del tavolo di lavoro "Nutrizione in oncologia", moderato da Andrea Vannucci (esperto di sanità pubblica) e avviato dall'intervento del prof. Gianni Amunni (Direttore Generale ISPRO - Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica). Un primo passaggio importante, ha spiegato Amunni, "cambiamento organizzativo non semplice", è far sì che "la valutazione nutrizionale stia dentro la valutazione del paziente oncologico". Una presa d'atto che "può sembrare ovvia, finché si parla in una tavola rotonda, ma che diventa più complessa quando da affermazioni di principio si passa alla pratica". Inoltre, "la figura del nutrizionista", a prescindere dalla sua denominazione professionale specifica, "deve far parte del gruppo oncologico multidisciplinare" e la possibilità di avere un "esperto" in fatto di alimentazione "è un elemento di garanza, non solo per l'utente ma anche per i profesionisti coinvolti nelle terapie oncologiche. È un passaggio importante, che pone problemi anche di dipsonibilità di risorse umane, ma che dobbiamo avere costantemente all'ordine del giorno". Insomma, "il malato oncologico ha bisogno di una nutrizione adeguata per migliorare la qualità di vita e per essere curato in maniera più efficace". A parlare di "risposte" da fornire anche alle persone guarite dal cancro è Francesco De Lorenzo (Presidente FAVO - Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), dal momento che il problema della nutrizione si pone in ogni fase ed è legato appunto alla qualità della vita. "È necessario tener conto che lo stato nutrizionale è centrale in un paziente" e l'obiettivo è anche poter ottenere una "offerta omogenea sul territorio nazionale". Tra le altre questioni emerse, l'importanza dei Pdta (Percorsi diagnostico terapeutico assistenziali), in cui andrebbe inserita una specifica valutazione "nutrizionale", la necessità di eseguire lo screening nutrizionale già all'atto della diagnosi e applicare le linee d'indirizzo sui percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici emanate dal Ministero della Salute e approvate in Conferenza Stato-Regioni.