Esplorazione spaziale a propulsione nucleare, studio di RR e UKSA

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Image from askanews web site
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Londra, 12 gen. (askanews) - La Rolls-Royce e l'Agenzia spaziale britannica (Uksa) hanno presentato il primo studio in assoluto sull'esplorazione spaziale a propulsione nucleare per capire come l'energia e le attuali tecnologie atomiche potrebbero essere utilizzate per viaggiare nello Spazio.

Ne dà notizia il sito web ufficiale dell'Uksa (gov.uk/government/organisations/uk-space-agency).

La ricerca - spiegano Uksa e RR nell'articolo - vedrà gli scienziati di tutto il pianeta lavorare insieme per esplorare il potenziale rivoluzionario dell'energia nucleare, in grado di rendere possibile l'esplorazione spaziale profonda nei decenni a venire.

La propulsione nucleare, che comporterebbe l'incanalamento dell'immensa energia rilasciata nella scissione dell'atomo per accelerare i propellenti, come l'idrogeno, a velocità enormi, ha il potenziale per rivoluzionare i viaggi nello Spazio.

Secondo alcune stime, questo tipo di motore potrebbe essere due volte più efficiente di quelli a propulsione chimica che alimentano gli attuali lanciatori e veicoli spaziali. Una potenziale astronave a propulsione nucleare potrebbe, presumibilmente, arrivare su Marte in soli 3-4 mesi, circa la metà del tempo del viaggio più veloce possibile con un'astronave a propulsione chimica.

Ma non rappresenterebbe solo un risparmio di tempo, ridurrebbe anche radicalmente la dose di radiazioni assunte dagli astronauti in viaggio verso Marte o altri pianeti; dose che, ovviamente, aumenta quanto più tempo si trascorre nello Spazio profondo, lontano dalla protezione dalla magnetosfera terrestre.

Inoltre, conclude l'articolo, nello Spazio l'energia potenziale diventa sempre più preziosa a distanze dal Sole sempre maggiori. Nel sistema solare esterno, la luce solare è troppo debole per utilizzare pannelli solari e altre tecnologie come le celle a combustibile sono spesso troppo frammentarie come fonte di energia.

Nonostante la Brexit, il Regno Unito resta uno dei Paesi fondatori dell'Agenzia spaziale europea (Esa), alla quale partecipa con importanti programmi, finanziamenti e con la presenza nel corpo astronauti europeo di Tim Peake che, dopo il suo primo volo spaziale nel 2015, dovrebbe tornare sulla Stazione spaziale internazionale entro il 2024.