Esplosione in una moschea in Afghanistan: almeno 62 morti

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Almeno 62 persone hanno perso la vita in un’esplosione in una moschea situata al confine tra l’Afghanistan e il Pakistan. Il bilancio provvisorio delle vittime è stato diffuso da fonti ufficiali di Kabul. Altri 36 fedeli tra quelli accorsi per la tradizionale preghiera del venerdì sono rimasti feriti. Alcune fonti locali attribuiscono la strage a un colpo di mortaio, altre a due diverse esplosione.

Afghanistan, esplosione in una moschea

Al momento l’attacco non è stato rivendicato da nessun gruppo terroristico. I Taliban, attraverso il portavoce Zabihullah Mujahid, hanno riferito di essere totalmente estranei all’azione. Al contrario, hanno condannato fermamente l’accaduto. L’esplosione si è verificata nella provincia di Nangrhar, ad Haska Mina. Nel luogo di culto, al momento della strage, erano presenti circa 350 persone.

Le autorità sono al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Quello della moschea di Haska Mina è solo l’ultimo di una lunga e drammatica serie di attentati nel Paese.

Esplosione durante il comizio

Solo un mese prima, il 17 settembre, 24 persone hanno perso la vita a causa di un’esplosione durante il comizio elettorale del presidente afghano Ashraf Ghani. Altre 31 partecipanti all’evento sono rimasti feriti. L’attacco è avvenuto a Char-e-Kar, nella provincia di Parwan, a nord di Kabul. Si apprende dal portavoce del Ministero dell’Interno che quattro delle vittime sono militari. Paura per il presidente Ghani, che è però rimasto illeso.

Lo stesso giorno altre 22 persone sono morte in un attacco nella capitale, a poca distanza dal Green Village in cui sorgono il Ministero della Difesa, l’ambasciata americana e gli stabili della Nato.

Entrambi gli attentati sono stati rivendicati dai Taliban.