Esplosioni nella Green Zone a Baghdad: allerta in ambasciata americana

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Allarme a Baghdad, dove due esplosioni sono state udite nella serata dell’8 gennaio all’interno della cosiddetta Green Zone, l’area della capitale irachena dove hanno sede il parlamento del paese e le principali rappresentanze diplomatiche occidentali. Stando alle poche informazioni trapelate fin’ora, l’ambasciata americana avrebbe fatto partire immediatamente le proprie sirene di allarme mentre al momento ancora non si ha la certezza della causa delle esplosioni, anche se alcune fonti parlano di missili simili a quelli che nelle ultime ore hanno colpito le basi americane ad al-Asad e a Erbil.

Esplosioni a Baghdad

In questi minuti le televisioni irachene hanno affermato che le esplosioni udite nella zona verde di Baghdad potrebbero essere state causate da tre missili di tipo Katyusha, dello stesso tipo di quelli già adoperati dalle forze filo-iraniane nei giorni scorsi. Attualmente non si hanno notizie di morti o feriti ma sono attesi ulteriori aggiornamenti in merito all’accaduto.

Stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, uno dei tre missili sarebbe caduto a soli cento metri dall’ambasciata americana all’interno della Green Zone.

Il no ad un’escalation

Sempre nella giornata di mercoledì, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato come gli Usa non debbano necessariamente rispondere militarmente agli attacchi iraniani, cercando dunque di disinnescare una possibile escalation tra i due paesi. Trump ha infatti evocato uno scenario tipicamente da Guerra fredda, dichiarando come l’arma più potente che gli Stati Uniti abbiano al momento sia il deterrente generato dalla loro macchina bellica: “Il fatto che abbiamo questo grande equipaggiamento militare non significa che dobbiamo per forza usarlo. Non vogliamo usarlo. La potenza americana, sia militare che economica, è il miglior deterrente.