Esselunga, Lattuada: la Csr come filosofia organizzativa

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Esselunga, Lattuada: la Csr come filosofia organizzativa
Esselunga, Lattuada: la Csr come filosofia organizzativa

Milano, 24 lug. (askanews) – La responsabilità sociale di impresa per una catena di supermercati come Esselunga che conta 25mila dipendenti e oltre 160 punti vendita sparsi in sette regioni non è una funzione a se stante ma un concetto trasversale a tutte le attività, dalla selezione delle materie prime alla logistica, dal packaging alle iniziative di solidarietà sul territorio. Luca Lattuada, direttore risorse umane e Csr manager di Esselunga, spiega, per il salone della Csr e dell’Innovazione sociale, come una azienda da otto miliardi di fatturato ha fatto proprio questo concetto:

“La sostenibilità per Esselunga è una filosofia che guida tutta l’organizzazione ogni giorno verso un modello di business che deve coniugare crescita economica, valorizzazione sociale e rispetto dell’ambiente”, spiega Lattuada.

Il piano di sostenibilità di Esselunga si basa su cinque pilastri: i clienti, le persone che ci lavorano, l’ambiente, la gestione della catena di fornitura e la comunità in cui opera. E’ partendo da questi cinque pilastri, dunque, che si elaborano progetti concreti che rendono possibile il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità:

“Un primo progetto per noi importante che abbiamo concluso da poco è la sostituzione del packaging del latte bio a marchio Esselunga – racconta il manager – Abbiamo di fatto sostituito il packaging in Pet con un nuovo packaging in Tetra Rex Bio Based con materiali tutti di origine vegetale. Questo progetto di sostituzione del packaging ci ha permesso, stimando una vendita annua di un milione di pezzi, di risparmiare 20 tonnellate di plastica e 90 tonnellate di Co2”.

Restando sempre nell’ambito del private label bio, c’è anche un altro impegno per ridurre sensibilmente il consumo di plastica: “Il progetto di sostituzione del packaging della linea frutta e verdura bio è un progetto nato nel 2017 che pensiamo di concludere nel corso del 2020 – spiega Lattuada – Si tratta di sostituire il packaging esistente essenzialmente in plastica con un packaging sostenibile costituito principalmente da cartoncino e Pla. Questo progetto ci consentirà di risparmiare circa 140 tonnellate di plastica su base annua”.

E’ recente anche una ulteriore accelerazione in direzione della sostenibilità. Questa volta nelle acque minerali, un settore ad alto consumo di plastica. Qui la scelta per le private label è stata quella di utilizzare il 50% di Pet riciclato e di abbandonare i classici colori verdi e blu per delle bottiglie trasparenti. In questo modo sugli 80 milioni di bottiglie d’acqua vendute ogni anno si avrà una riduzione di oltre mille tonnellate di Pet vergine.

Ma rispetto a questi cambiamenti sostenibili, l’emergenza covid 19 che impatto ha avuto? Le abitudini di spesa degli italiani sono sicuramente cambiate, l’ecommerce ha avuto un vero e proprio boom, dunque come si coniuga oggi la sostenibilità alla necessità di garantire sicurezza a lavoratori e dipendenti?

“Non ci sono state grandi variazioni in termini di packaging legate al Covid – afferma – ma abbiamo dovuto fare grandi investimenti per garantire la sicurezza dei lavoratori e anche dei clienti: in tutti i punti vendita, fin dal principio abbiamo preso la temperatura a clienti e dipendenti e installato sistemi per lavorare e fare la spesa in sicurezza”

Proprio pensando alla sicurezza, oltre un anno e mezzo fa Esselunga ha deciso di fare un investimento a beneficio non solo di dipendenti e clienti, ma anche delle comunità in cui opera ogni giorno:

“Abbiamo cardioprotetto tutte le nostre sedi siano essi punti vendita, sedi produttive e logistiche e uffici – spiega Lattuada – Un progetto importante che ci ha visto impegnati sia dal punto di vista economico nella installazione dei defibrillatori nelle nostre sedi ma anche dal punto di vista della formazione perchè abbiamo formato oltre 1.300 lavoratori a intervenire in caso di emergenza”.