Estorsioni e droga in area stabiese: 20 arresti clan Cesarano

Psc

Napoli, 12 nov. (askanews) - Controllo sulle attività econonomiche nell'area stabiese, attraverso l'imposizione di estorsioni alle imprese commerciali oppure grazie a prestanome titolari di realtà imprenditoriali e gestione di lucrosi traffici di sostanze stupefacenti: è quanto emerso nel corso delle indagini, condotte dai finanzieri del Comando provinciale di Napoli e coordinate dalla locale Direzione distrettuale antimafia, che hanno portato all'arresto di venti persone ritenute affiliati o molto vicini al clan camorristico Cesarano attivo a Castellammare di Stabia, Pompei, Santa Maria la Carità e Scafati. Sono 15 le persone finite in carcere e cinque agli arresti domiciliari mentre altre nove persone, per il momento indagati, hanno subito delle perquisizioni domiciliari. Le investigazioni sono partite nel 2014 quando, in concomitanza con l'arresto di Nicola Esposito, la leadership del gruppo criminale fu assunta da Luigi Di Martino, oggi recluso al 41bis. La denuncia di un imprenditore, attivo nel settore delle slot machine, ha consentito di ricostruire il quadro indiziario sulla riorganizzazione del gruppo criminale stabiese. In particolare, il nuovo leader del clan riceveva gli affiliati presso il suo quartier generale nella zona di Ponte Persica, soggiogata dalle estorsioni e dal commercio di droga. Grazie a fedelissimi, il gruppo camorristico riusciva a minacciare e a usare violenza nei confronti di decine di imprenditori che erano costretti, periodicamente, a versare il "pizzo". Veniva, inoltre, imposto il noleggio di slot machine, i cui proventi - ricostruisce una nota delle Fiamme Gialle - confluivano nelle casse del clan per sostenere le famiglie storicamente affiliate, ma anche per pagare gli stipendi agli organici oppure reinvestiti in altre attività illecite. (segue)