Estradato dal Brasile il broker della droga Rocco Morabito

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AGI - Rocco Morabito, considerato uno dei massimi broker internazionali della droga, legato da parentela a uno degli esponenti di vertice della 'ndrangheta, Giuseppe Morabito detto Tiradritto, arrestato in Uruguay a settembre 2017 dai carabinieri del Ros e al centro di una complessa vicenda che lo vede evadere nel 2019 mentre era in attesa di estradizione per poi essere arrestato di nuovo nel 2021 in Brasile, è stato estradato ed è arrivato stamani a Roma, all'aeroporto di Ciampino.

Deve scontare una pena definitiva a 30 anni per reati in materia di stupefacenti. 

Rocco Morabito era stato arrestato il 25 maggio 2021 dalla polizia federale brasiliana, nel corso di un'operazione congiunta con i carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Reggio Calabria, supportati dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia - progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘ndrangheta) e dalle agenzie statunitensi Dea e Fbi.

Le indagini sono state coordinate dalla procura di Reggio Calabria, diretta da Giovanni Bombardieri.

Era inserito nella lista dei latitanti di massima pericolosità facenti parte del programma speciale di ricerca del Ministero dell'Interno.

Il broker è stato al centro di una complessa vicenda investigativa. Individuato infatti in Uruguay nel settembre 2017 e catturato da uomini del Ros dopo 23 anni di latitanza, il 24 giugno 2019 era riuscito a evadere da un penitenziario di Montevideo, dove era in attesa di estradizione verso l'Italia.

A maggio 2021, il monitoraggio delle scie telematiche ha permesso di localizzarlo a João Pessoa, dove era in compagnia di un altro ricercato di ‘ndrangheta, Vincenzo Pasquino, ricercato dai carabinieri Torino.

La rapidità delle procedure di estradizione, che sembravano essersi arenate a causa di un procedimento penale aperto dalla magistratura di San Paolo nei confronti di Morabito, è stata resa possibile grazie all'intensa attività di raccordo tra l'Ambasciata d'Italia in Brasile, il Progetto I-CAN e le Autorità brasiliane.

Il Progetto I-CAN, promosso e finanziato dall'Italia attraverso Interpol, ha costituito una rete di 13 Paesi in tutto il mondo per il contrasto alla minaccia globale costituita dalla ‘ndrangheta.

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