Eta: 50 anni di lotta e sangue

È stato con una maggioranza di 65 si e 9 no che il parlamento regionale dei paesi baschi in Spagna ha votato una risoluzione per il disarmo dell’Eta.

L’assemblea ha chiesto all’organizzazione indipendentista un disarmo unilaterale completo e verificabile al più presto. A votare contro il partito popolare che ha definito la consegna delle armi da parte dell’Eta una messa in scena della resa. E che voleva di più.

Alfonso Alonso del partito popolare basco, ha detto: “Mi sarebbe piaciuto che questa camera avesse chiesto all’Eta di dissolversi e di sparire una volta per tutte dalle nostre vite. Dovrebbero riconoscere il male che hanno fatto, chiedere perdono e collaborare con le autorità per investigare sui crimini irrisolti”.

( Leggi qui ‘A Bilbao sentimenti contrastanti sul disarmo dell’Eta )

L’organizzazione Euskadi Ta Askatasuna , ‘Paesi Baschi liberi’, è nata nel 1959 nell’ambito della lotta contro il franchismo. In 50 anni, in nome dell’indipendenza dei Paesi Baschi e della Navarra , il gruppo armato clandestino ha ucciso 856 persone, commesso rapimenti e estorsioni per finanziarsi. Il sentimento indipendentista è in gran parte dovuto alla lingua basca, un idioma di cui tuttora non si conoscono le radici etimologiche.

Uno degli attentati che hanno segnato la storia dell’Eta è l’assassinio dell’ammiraglio Luis Carrero Blanco, capo del governo e successore designato di Franco, nel 1973. Una carica di esplosivo fece saltare in aria l’auto in viaggio di Blanco.

Anni dopo un altro attacco avrebbe modificato definitivamente il sentimento popolare verso il gruppo terrorista: è il giugno del 1997 quando l’Eta uccide Miguel Ángel Blanco , giovane consigliere municipale del partito popolare a Ermua. Una morte che provoca manifestazioni senza precedenti contro il gruppo di terroristi.

Nel marzo del 2006 l’Eta annuncia per la prima volta una tregua permanente ma un attentato all’aeroporto di Madrid Barajas con due morti il 30 dicembre dello stesso anno, rompe di fatto l’armistizio e l’allora primo ministro spagnolo Zapatero decide di mettere fine ai colloqui con l’Eta.

Il 20 ottobre del 2011 l’Eta annuncia il blocco definito delle sue attività armate senza condizioni e invita Parigi e Madrid a un dialogo diretto sul disarmo in cambio di una amnistia collettiva per gli attivisti e i terroristi detenuti

Ad oggi i tribunali spagnoli lavorano ancora su 224 casi di attentati dell’Eta irrisolti. Per questo l’audiencia nacional, la corte spagnola che si occupa anche di terrorismo, ha aperto un procedimento per raccogliere tutte le informazioni che l’arsenale in consegna dell’Eta potrà dare. Ammesso che non venga consegnato, come possibile, un arsenale totalmente ‘ripulito’.

Usando Yahoo accetti che Yahoo e i suoi partners utilizzino cookies per fini di personalizzazione e altre finalità