Etiopia, Onu: 400.000 persone in condizioni di carestia nel Tigray

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Image from askanews web site
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Roma, 3 lug. (askanews) - "Solo due settimane fa, il 15 giugno, abbiamo informato il Consiglio sulla carestia nel Tigray, con oltre 350.000 persone in condizioni catastrofiche" e "da allora, in questo breve lasso di tempo, la situazione è drammaticamente peggiorata" tanto che oggi "si stima siano più di 400.000 le persone in condizione di carestia e altre 1,8 milioni quelle a rischio": è quanto ha detto oggi al Consiglio di sicurezza dell'Onu, Ramesh Rajasingham, sottosegretario generale ad interim per gli Affari umanitari e coordinatore dei soccorsi di emergenza, riferendo sulla situazione dopo otto mesi di conflitto nella regione settentrionale etiopica.

Rajasingham ha sottolineato che l'insicurezza alimentare è destinata ad aggravarsi "durante l'imminente stagione delle piogge", anche perchè "le scorte di cibo si stanno esaurendo e aumenta invece il rischio di inondazioni e di malattie come il colera". A fronte di questa situazione, è stato il suo monito, "certamente altre persone moriranno se non le raggiungiamo con l'assistenza umanitaria".

Su una popolazione di circa 5,5 milioni di persone, ha ricordato il funzionario Onu, sono due milioni gli sfollati e quasi 5,2 milioni le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria.

"La vita di molte di queste persone dipende dalla nostra capacità di raggiungerle con cibo, medicine e altri beni di assistenza umanitaria. E dobbiamo raggiungerle ora. Non la prossima settimana. Adesso", ha rimarcato, per cui "tutte le parti in conflitto" devono garantire agli operatori umanitari "un accesso rapido, senza ostacoli, sicuro e duraturo".

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