Etiopia, tutti con Abiyi: folla di leader africani all’insediamento

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Image from askanews web site
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Roma, 4 ott. (askanews) - Diversi capi di Stato africani sono arrivati ad Addis Abeba, in Etiopia, per la cerimonia di insediamento del premier Abiy Ahmed, che oggi ha giurato in parlamento per un nuovo mandato di cinque anni. Secondo quanto riportato dai media locali, all'evento in corso a piazza Meskel partecipano i presidenti della Nigeria, Muhammadu Buhari, del Senegal, Macky Sall, del Kenya, Uhuru Kenyatta, dell'Uganda, Yoweri Museveni, della Somalia, Abdullahi Mohamed Farmaajo, di Gibuti, Ismail Omar Guelleh, del Sud Sudan, Salva Kiir Mayardit, e il premier della Repubblica democratica del Congo, Jean-Michel Sama Lukonde.

Abiy, al potere dal 2018, è stato confermato alla guida del governo dopo la vittoria del Partito della Prosperità alle elezioni legislative dello scorso giugno. Il partito, nato dalle ceneri della coalizione di governo Fronte democratico rivoluzionario dei popoli etiopi (Eprdf), ha conquistato 410 dei 436 seggi in palio sui complessivi 547. Problemi di sicurezza e logistici hanno impedito a giugno di tenere le operazioni di voto per assegnare i restanti 111 seggi, che si sono tenute il 30 settembre scorso, ma il cui esito, ancora non ufficializzato, non altera gli equilibri in parlamento.

"Oggi è una pietra miliare, ma è solo l'inizio di una stagione di speranza - ha scritto su Twitter il consigliere di Abiy, Mamo Mihretu - la strada da percorrere potrebbe essere ardua, ma non ci stancheremo".

Durante il giuramento in parlamento, la presidente Sahle-Work Zewde ha dichiarato che le priorità del governo saranno la riduzione dell'inflazione, del costo della vita e della disoccupazione.

Forte la pressione della comunità internazionale sul governo di Abiy per una risoluzione del conflitto scoppiato a novembre nel novembre 2020 nella regione settentrionale del Tigray, contro l'ex partito Fronte popolare di liberazione del Tigray (Tplf) al potere ad Addis Abeba fino all'arrivo di Abiy nel 2018 e inserito a maggio nelle liste delle organizzazioni terroristiche. Un conflitto che si è esteso negli ultimi mesi nelle vicine regioni Amhara e Afar. Il 17 settebre scorso il presidente americano Joe Biden ha firmato un ordine esecutivo che autorizza sanzioni mirate contro individui o gruppi responsabili di violenze, sollecitando iniziative per un cessate il fuoco e un accesso senza ostacoli per gli operatori umanitari che operano nel Tigray.

La scorsa settimana Addis Abeba ha espulsuo sette funzionari Onu per "ingerenze negli affari interni", suscitando forti critiche e proteste.

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