Etna, esplosione di lava: dieci feriti


L’esplosione di uno dei crateri in attività dell’Etna ha ferito dieci persone che si trovavano a poche centinaia di metri dalla colata, nel versante sud. Nessuno di loro sarebbe in gravi condizioni. Si tratta di una decina di turisti feriti dopo l’esplosione freatomagmatica, scaturita dal contatto della lava con un blocco di neve. Sul posto sono intervenuti polizia e il corpo forestale della regione siciliana, insieme alla guide alpine della Guardia di Finanza.

I feriti sono stati ricoverati in quattro ospedali: sei persone hanno riportato contusioni e traumi, soprattutto cranici. I pazienti si trovano negli ospedali Garibaldi, Vittorio Emanuele e Cannizzaro di Catania. Altri tre sono stati ricoverati al pronto soccorso dell’ospedale di Acireale. Il precedente più grave risale al 1979 quando sul vulcano morirono in nove. Erano tutti turisti che il 12 settembre di 38 anni fa stavano facendo un’incursione, fino alla Bocca Nuova, un cratere che sembrava tranquillo. Un boato, poi la pioggia di pietre e schegge che si abbatte sul gruppo di turisti: 9 morti e 23 feriti.


L’eruzione cominciata due giorni fa continua, con delle esplosioni dal nuovo cratere di sud-est. Nella sommità del vulcano sono presenti due colate laviche, la più recente si è formata ieri sera ed è originata da una bocca effusiva che si è aperta dalla base del nuovo cratere di sud-est e che si dirige verso la desertica Valle del Bove. La seconda, presente già da due giorni, ha effettuato lo stesso percorso della colata generata dell’eruzione dei primi di marzo e ha rallentato la propria discesa in direzione sud-ovest, nelle vicinanze di Monte Frumento Supino, a 2650 metri d’altezza. L’eruzione, ben visibile anche da Catania, non sta creando disagi al traffico aereo e neanche agli appassionati di sci che oggi hanno deciso di trascorrere la giornata sulle piste dell’Etna.

Credits: AP
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