Euforia da vaccino: la Borsa ha perso la testa

Gianni Del Vecchio
·Condirettore
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(Photo: Blue Planet Studio via Getty Images)
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Niente da fare. Chi sperava che l’inaspettato intoppo sulla strada del vaccino Astrazeneca verso l’approvazione avesse portato un po’ di senno e giudizio sui mercati finanziari è rimasto deluso. Le Borse europee, e non solo, continuano con la galoppata verso nuovi record, come se l’economia reale - quella delle fabbriche, dei bar, dei ristoranti e degli uffici - fosse pronta a ripartire senza problemi. Ma soprattutto come se i vaccini avessero già sconfitto il Covid e tutto potesse tornare come era prima. Insomma, business as usual. Invece non solo non è così ma la cosa peggiore è che questo distacco dalla realtà può essere molto pericoloso: la storia economica insegna che in questi casi è molto probabile che si formino delle bolle finanziarie, e quando si formano delle bolle prima o poi scoppiano; e quando scoppiano c’è qualcuno che guadagna e tanti che perdono.

La storia del vaccino Oxford-AstraZeneca è molto indicativa di quanto l’euforia dei mercati sia quanto meno fortemente esagerata. L’azienda infatti giovedì ha dovuto ammettere che ci sono stati dei problemi sulla relazione fra dosi ed efficacia del siero e che quindi c’è bisogno di test supplementari. Il giorno dopo, venerdì, si è affrettata a precisare che questi ulteriori step non dovrebbero portare tuttavia ritardi alla tabella di marcia verso l’approvazione, ma comunque siamo ancora nel mondo delle ipotesi. In ogni caso, la vicenda insegna che è troppo presto per poter dare il Covid già per morto per mano di un vaccino. Prima di tutto perché allo stato attuale nessuno di quelli in fase più avanzata di sperimentazione è stato autorizzato, né in Europa né negli Stati Uniti. E poi perché la vaccinazione di massa richiede uno sforzo organizzativo imponente, che ha bisogno nel migliore dei casi di almeno...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.