Euro 2012: iniziato il calcio, dimenticata Yulia Tymoshenko

I big d'Europa avevano minacciato di boicottare gli Europei di calcio in Ucraina se la leader della rivoluzione arancione, Yulia Tymoshenko, non fosse stata liberata. Gli Europei sono iniziati, i presidenti e regnanti sono andati allo stadio e la Tymoshenko è già dimenticata.

Boicottaggio a eliminazione. Già, il tanto atteso boicottaggio poi c'è stato? Nì: per qualcuno sì, per altri forse, per certi di sicuro no. C'è chi, infatti, come il re di Spagna Juan Carlos o il nostro presidente Giorgio Napolitano che non si sono voluti perdere l'esordio del torneo, e hanno quindi preso posto in tribuna. Forse perché si giocava in Polonia, elemento che evidentemente ha salvato le apparenze. Altri, come gli inglesi che giocano in Ucraina e sono proprio nel girone con i padroni di casa, hanno deciso di non mandare rappresentanze diplomatiche al seguito della squadra. Resta da vedere cosa accadrà alla fine della fase a gironi, con un eventuale accesso della nazionale inglese (o di altre che ora il “boicottaggio” l'hanno rispettato) ai quarti di finale, o addirittura alla semifinale e alle finale: qualche importante esponente dell'esecutivo apparirà in tribuna? Insomma: se si fa la figuraccia sportiva e si torna subito a casa si fa la bella figura diplomatica boicottando gli Europei; se invece sul campo si va avanti, resta da capire se si verificheranno figuracce politiche o morali.

Tifosa dietro le sbarre. E intanto, la leader della rivoluzione arancione che fa? E' ancora ricoverata nell'ospedale del carcere di Kharkiv, dove è ufficialmente in cura per un'ernia al disco. E da lì, fa sapere la stampa, ha guardato in tv l'esordio della sua Ucraina e la doppietta di Shevchenko che ha battuto la Svezia. Ma ha avuto poco da festeggiare, il volto dell'opposizione al regime. Già, perché la Tymoshenko lo scorso ottobre è stata condannata a sette anni di reclusione per abuso di potere; inoltre, l'ex primo ministro ha subìto maltrattamenti in carcere (Guarda le foto con cui la Tymoshenko ha denunciato il maltrattamenti). Proprio dal carcere la Tymoshenko ha lanciato un appello ai leader europei: se vorranno volare in Ucraina per seguire le loro nazionali lo facciano, ma ignorando Viktor Yanukovych e tutti i rappresentanti dell'attuale regime ucraino. Come ha ricordato, infatti, la leader dell'opposizione: “Stando accanto a lui, o anche solo stringendogli la mano, aiutereste il regime autoritario che in Ucraina priva dei diritti e delle libertà i cittadini del mio Paese ”.

La posizione italiana. Le posizioni forti - almeno allo stato attuale – sono quelle di Inghilterra (s'è detto), Germania, Francia e Repubblica Ceca, che in questa prima fase non hanno mandato nessun rappresentante diplomatico né in Polonia né in Ucraina, boicottando di fatto gli interi Europei. Dall'altro abbiamo i signori “tentenna”, quelli che il boicottaggio sì, ma forse no. Un'ambivalenza dalla quale si è quasi spinti a credere che alcuni esponenti sperino nel famigerato “biscottone” di Spagna e Croazia, con conseguente eliminazione per l'Italia. Lo si capisce dalle parole, non certo chiare, confuse del ministro per il Turismo e per lo Sport Piero Gnudi: “Io preferirei non andare in Ucraina perché quando si offende la democrazia si offendono tutti i cittadini. Credo che sia un sentimento non solo del governo, ma di tutti i cittadini. In caso di finale, la decisione sarà del governo”. Insomma, lui vorrebbe non andarci, perché là un po' antidemocratici, in fondo, lo sono. Però, se si arrivasse in finale, chi sa. Fortuna che ci penseranno spagnoli e croati a toglierci dall'imbarazzo. Che è già tanto.

Yahoo! Notizie - L'altra faccia dell'Ucraina

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