Euro 2020 al via: dall'Olimpico a Wembley, la guida ai 51 match

L'attesa è ormai finita, Euro 2020 è pronto a prendere il via. Dopo il rinvio della scorsa estate, causato dalla pandemia che ancora oggi attanaglia il mondo intero, la competizione calcistica del Vecchio Continente è pronta a partire oggi, venerdì 11 giugno, col match inaugurale tra Italia e Turchia.

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L'edizione, particolare in un periodo di crisi sanitaria globale, è resa ancora più speciale per il format che lo rende unico dalle 60 precedenti. Il 61° campionato Europeo di calcio infatti non sarà in una sede unica (o due come capitato in passato), ma in ben 11 paesi diversi che metteranno a disposizione altrettante città dai gironi alla finale. Calcio d'inizio all'Olimpico con Turchia-Italia per arrivare, l'11 luglio, alla finalissima al Wembley di Londra.

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Euro 2020, i gironi e le regole

A sfidarsi nella massima competizione europea per le Nazionali ci saranno 24 selezioni, arrivate a Euro 2020 dopo i gironi di qualificazione o i posti resi disponibili dalla Nations League. Dal Portogallo, campione uscente della competizione, alla Francia campione del Mondo, ecco come si compongono i sei gironi.

A: Turchia, Italia, Galles, Svizzera;
B: Danimarca, Finlandia, Belgio, Russia;
C: Olanda, Ucraina, Austria, Macedonia del Nord;
D: Inghilterra, Croazia, Scozia, Repubblica Ceca;
E: Spagna, Svezia, Polonia, Slovacchia;
F: Ungheria, Portogallo, Francia, Germania.

L'edizione non cambia il format rispetto al passato, con le prime due classificate di ciascuno dei sei gironi che si qualificano agli ottavi di finale insieme alle quattro migliori terze (stabilite in base a punti ottenuti e differenza reti).

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Euro 2020 e Covid-19, cosa cambia

Oltre alle emozioni dei match, da tenere particolarmente d'occhio sarà la situazione Covid-19, sempre in agguato. Data la particolarità dell'edizione, la Uefa ha deciso di ampliare le rose di tutte le nazionali partecipanti a 26 giocatori (tre in più del solito) per ridurre il rischio che le squadre si trovino a corto di giocatori per eventuali positività al Coronavirus. 

Infatti, nel caso in cui una selezione dovesse avere meno di tredici giocatori schierabili (compreso un portiere) le partite verranno riprogrammate nei due giorni successivi, con la possibilità di cambiare città ospitante. Se neanche questo fosse possibile l'organizzazione potrebbe assegnare la sconfitta a tavolino alla squadra indisponibile.

In campo, come già avvenuto nelle competizioni per club, ogni nazionale potrà utilizzare un massimo di cinque cambi nei tempi regolamentari, da effettuare con non più di tre interruzioni di gioco. Dagli ottavi in poi, quando ci sarà la possibilità di andare ai supplementari, nei 30' successivi sarà possibile effettuare una sesta sostituzione.

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