Eurobarometro: gli italiani non sono pro-Russia, temono gli effetti della guerra

Diego Herrera Carcedo / Anadolu Agency / Afp

AGI - Gli italiani non sono pro-Russia, nonostante la narrazione, ma temono gli effetti della guerra contro l'Ucraina sulle proprie tasche. Tuttavia danno pieno sostegno all'Europa e sono convinti che sia un bene farne parte. E' quanto emerge, in estrema sintesi, dall'ultimo Eurobarometro del Parlamento europeo che è stato condotto dal 19 aprile al 16 maggio 2022 coinvolgendo 26.578 intervistati nei 27 Stati membri dell'Ue. Cominciando dai numeri, il 65% degli europei vede l'appartenenza all'Ue come positiva, il risultato più alto dal 2007. Un dato che per gli italiani pero' è fermo al 49% con un 10% che ritiene sia una male.

Le sanzioni economiche dell'Ue contro la Russia sono sostenute dall'80% degli europei; il 59% afferma che la difesa della libertà e della democrazia deve essere una priorità (il 55% in Italia; il 43% è più preoccupato dall'aumento dei prezzi). Infine, la Russia è vista positivamente solo dal 10% degli intervistati, dato sia italiano che europeo. Il conflitto ha dunque rafforzato l'appoggio all'Ue. Quasi due terzi (65%) degli europei vedono favorevolmente l'appartenenza all'Ue. Si tratta del risultato più alto dal 2007, quando il dato era al 58%.

L'adesione è vista infatti come "una cosa positiva" dalla maggioranza relativa dei cittadini in tutti i Paesi, ad eccezione di Grecia e Slovacchia, dove un numero maggiore di intervistati la considera "nè una cosa buona nè una cattiva".

Rispetto all'ultimo sondaggio Parlemeter del Parlamento condotto alla fine del 2021, i risultati sono aumentati in modo significativo nella maggior parte dei paesi, in particolare in Lituania (+20 punti percentuali), Malta (+12 pp) ed Estonia (+9 pp).

Per l'Italia, il 49% ha risposto di avere un'immagine positiva dell'appartenenza all'Unione, con un aumento di 5 punti rispetto al 2021, contro il 10% che ha dato una risposta negativa. Il 52% degli europei oggi ha una percezione positiva dell'Ue con un aumento di tre punti rispetto a novembre-dicembre 2021.

Si tratta del miglior risultato misurato dai sondaggi del Parlamento europeo dal 2007. Per quanto riguarda i risultati nazionali sull'immagine positiva dell'UE, si va dal 76% in Irlanda al 32% in Grecia. L'Italia si posiziona appena sotto il dato medio, con il 48% di cittadini che ha una percezione positiva dell'Ue (+3 pp sul 2021). Gli eventi recenti hanno anche definito la percezione che gli europei hanno di altri importanti attori sulla scena internazionale.

La Russia è vista positivamente solo dal 10% degli intervistati, in calo rispetto al 30% del 2018, quando è stata posta l'ultima volta questa domanda. La Cina torna al penultimo posto con il 22% (-14 pp). Al contrario, gli europei hanno un'immagine più positiva del Regno Unito (65%, +1 pp), seguito dagli Stati Uniti con il 58% (+13 pp).

La maggior parte dei cittadini percepisce la guerra in Ucraina come un cambiamento fondamentale: il 61% degli europei non è sicuro che la propria vita continuerà come prima, opinione condivisa dal 50% degli italiani. Solo un terzo circa degli intervistati Ue (37%) crede resterà tale, mentre in Italia la percentuale di fiducia sale al 49%.

Un sondaggio pubblicato la scorsa settimana dalla Commissione europea mostra che otto intervistati su dieci (80%) sono d'accordo nell'imporre sanzioni economiche al governo russo, nonchè alle aziende e ai cittadini russi. La maggioranza dei cittadini in 22 Stati membri è soddisfatta della risposta dell'UE all'invasione russa dell'Ucraina.

Con l'inflazione e il costo della vita in aumento da molto prima dell'inizio della guerra russa in Ucraina, quattro europei su dieci affermano di subire già un impatto sul proprio tenore di vita (40%). In Italia il dato scende al 33%. Come segno della resilienza e dell'unità europea, il 59% degli europei considera prioritaria la difesa di valori europei comuni, come la libertà e la democrazia, anche se cio' dovesse incidere negativamente sul costo della vita. Questo vale anche per il 55% degli italiani.

Le crescenti preoccupazioni economiche si riflettono anche nelle priorità politiche su cui i cittadini vogliono che il Parlamento europeo si concentri: prima viene citata la lotta alla povertà e all'esclusione sociale (38%), seguita dalla salute pubblica (35%), che è diminuita significativamente di 7 pp negli ultimi sei mesi, e democrazia e stato di diritto (32%), che a sua volta ha subito un aumento significativo di 7 pp.

La percezione della guerra e di cosa significhi per l'Unione europea emerge anche nei valori fondamentali dei cittadini che vogliono che il Parlamento europeo difenda in via prioritaria: la democrazia è ancora una volta in cima alla lista, con un aumento di sei punti rispetto all'autunno 2021 (38%, +6pp); per gli italiani il dato sale al 40%.

La protezione dei diritti umani nell'UE e nel mondo, cosi' come la libertà di parola e di pensiero, seguono entrambe con il 27%. In Italia, la salute pubblica (47%) e il sostegno all'economia e al mercato del lavoro (43%) sono i temi che più si vorrebbero affrontati dall'istituzione.

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