Eurogruppo, Tria va senza numeri, Dombrovskis lo gela: manovra correttiva

Angela Mauro

“Ho incontrato il ministro Tria sul bilancio dell’Italia. Serve una correzione sostanziale della traiettoria fiscale per quest’anno e per l’anno prossimo. Questa è la prima e più importante priorità nell’interesse dell’Italia”. Firmato Valdis Dombrovskis. Il vicepresidente della Commissione europea, con delega sull’euro, twitta poco dopo il colloquio con Giovanni Tria oggi in occasione della riunione dell’Eurogruppo a Lussemburgo. Nulla di nuovo. Dombrovskis, da sempre ‘falco’ dell’austerity, chiede al ministro italiano ciò che lui ancora non può dargli perché non ha il mandato dei due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini: una manovra correttiva per evitare la procedura sul debito eccessivo, consigliata dalla Commissione europea. Tempo per trattare, poco. Il consiglio dei ministri economici dell’Ue (Ecofin) potrebbe far scattare la ‘tagliola’ già il 9 luglio. E allora? Quali sono i margini di negoziato per Roma? E per l’Ue? 

A Lussemburgo, Tria si presenta da Dombrovskis senza i nuovi dati che, secondo la tesi di Roma, testimonierebbero il rispetto degli impegni presi a dicembre e servirebbero a evitare una manovra correttiva (anche se il ministro continua a parlare di un deficit al 2,1-2,2 per cento, mentre l’accordo con Bruxelles siglato alla fine dell’anno scorso sulla legge di stabilità 2019 conta su una riduzione ulteriore: l’intesa fu raggiunta sul 2,04 per cento). La trattativa è solo agli inizi, insistono i suoi. Ma per ora non ci si incontra: da un lato, la maggioranza dei paesi europei che vogliono la procedura ma allo stesso tempo la temono per le ricadute per può determinare sull’eurozona e per questo spingono per un accordo. Dall’altro, il governo italiano che immagina di poter ricavare margini negoziali più ampi proprio per via di questi timori della controparte europea.

Il punto - come emerge oggi in questo Eurogruppo che non doveva ufficialmente parlare di Italia eppure ne parla come...

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