Europa e Russia sempre più ai ferri corti

Europa e Russia sempre più ai ferri corti

Momenti memorabili durante la sessione plenaria di novembre del Parlamento europeo a Strasburgo.

Prima le celebrazioni per il 70esimo anniversario dell'Eurocamera: "l'unico parlamento multilingue, multipartitico e transnazionale eletto direttamente al mondo", come lo ha definito la sua presidente Roberta Metsola, secondo cui l'assemblea comunitaria è un "faro nella difesa della democrazia”.

Il giorno successivo è arrivato un importante segnale alla Russia, seguito da un attacco informatico ai sistemi dell'Eurocamera.

Russia Stato sponsor del terrorismo

Una maggioranza schiacciante degli eurodeputati ha approvato una risoluzione dai toni forti, che definisce la Russia "Stato sponsor del terrorismo".

L'Ucraina la chiedeva da tempo e il suo presidente Volodymyr Zelensky ha reagito di conseguenza.

"Grazie a tutti i parlamentari. La Russia ha subito dimostrato di meritarsi questa definizione lanciando 67 missili contro le nostre infrastrutture energetiche, contro la gente comune".

Poco dopo questo voto, l'accesso esterno al sito web del Parlamento europeo è stato interrotto.Apparentemente, si è trattato di un attacco hacker, effettuato tramite un afflusso massiccio di dati ingestibile per il sistema, che ne ha provocato l'arresto.

Che questa operazione di sabotaggio fosse legata alla votazione non è solo un'ipotesi. Roberta Metsola l'ha definita un sofisticato attacco informatico, di cui ha rivendicato la responsabilità un gruppo favorevole al Cremlino.

Il governo russo, invece, ha suggerito tramite la portavoce del ministero degli Esteri di “riconoscere il Parlamento europeo come sponsor dell'idiozia”.

Una relazione compromessa

La relazione fra Mosca e Bruxelles, e le altre capitali europee, è ogni giorno più tesa. Risponde alle domande di Euronews sul tema, l'ex primo ministro lituano Andrius Kubilius.

Il Consiglio Europeo e gli Stati membri accetteranno questa designazione?

Non vedo alcun motivo per non farlo, perché, davvero, stiamo assistendo a una nuova realtà. Se fino ad ora il terrorismo veniva utilizzato da privati ​​qualche tipo di organizzazione, ma non dagli Stati, ora delle entità nazionali stanno esercitando esattamente quell'attività che viene descritta come terroristica. Quindi, dobbiamo colmare questa lacuna con nuovi strumenti giuridici. E sono assolutamente certo che Commissione Europea e Consiglio, non avranno nulla in contrario.

Alcuni eurodeputati in quest'aula sono scettici perché ritengono che definire la Russia sponsor del terrorismo bloccherà futuri tentativi di trovare una soluzione diplomatica.

Un negoziato può essere avviato solo dopo che gli ucraini avranno vinto la guerra e che la Russia avrà deciso di ritirare tutte le sue truppe. Quindi sosteniamo l'utilizzo di questo linguaggio. La nostra risoluzione potrebbe aiutare alcune élite politiche o imprenditoriali russe a capire che, con la politica attuata ora da Putin sta ora attuando, con l'attivista terroristica di Putin, insomma con Putin al potere non c'è possibilità di tornare ad avere relazioni normali con l'Unione Europea, con l'Occidente.

Sarebbe uno scenario realistico tagliare i rapporti diplomatici con la Russia?

Ridurli sarebbe uno scenario davvero realistico. Il vicepresidente Borrell ha proposto sei nuovi principi come guida nelle relazioni tra l'Unione europea e la Russia oggi. Il primo è l'isolamento internazionale, che ribadiamo nella nostra risoluzione. E stiamo anche ripetendo ciò che il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha recentemente affermato all'Assemblea generale delle Nazioni Unite alla fine di settembre: Paesi come la Russia, che sta conducendo una guerra di aggressione contro un altro Paese, dovrebbero essere sospesi dalla loro appartenenza al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Quali sono le prospettive future della Russia?

La Russia perderà la guerra. Sarà sconfitta e questo aprirà le porte alla trasformazione verso un Paese più normale, un tipo di Paese più europeo, con l'abbandono totale dell'autocrazia, dei sogni di restaurare un dominio imperiale. E questo darà la possibilità ai russi di condurre una vita normale nella stessa Russia.

L'Ucraina al gelo

Nel frattempo, le città ucraine soffrono sempre più per la mancanza di riscaldamento, elettricità e acqua. Questa settimana, le autorità hanno iniziato a evacuare i civili in modo da metterli al riparo da un inverno estremamente difficile.

In molti sono stati trasportati in treno verso zone più sicure nella parte centrale e occidentale del Paese, lontano dal fronte del conflitto e dal freddo.

Milioni di persone in Ucraina dovranno fronteggiare una stagione che mette a rischio le loro stesse vite, ha avvertito l'Organizzazione mondiale della sanità.