Europa in lockdown: liquidità da spendere, ma non si sa dove

di Michael Nienaber e Leigh Thomas
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Donna cammina in una strada deserta nella città vecchia di Nizza

di Michael Nienaber e Leigh Thomas

BERLINO/PARIGI (Reuters) - Solo poche settimane fa, molti Paesi europei speravano che i propri cittadini iniziassero a spendere i risparmi accumulati durante la pandemia innescando una ripresa economica stimolata dai consumi.

Ma con i nuovi lockdown dovuti al protrarsi della diffusione del covid, e le campagne di vaccinazione più lente rispetto alla tabella di marcia, non si sa quando - e se - i livelli record di risparmi privati saranno finalmente convertiti nell'auspicato boom di spesa.

Daniel Krupka, direttore generale di un think-tank tecnologico di Berlino, ne è un chiaro esempio. Dopo che la Germania ha esteso lunedì il lockdown nazionale, ha cancellato una vacanza con la famiglia di una settimana programmata per aprile sull'isola di Hiddensee, nel Mar Baltico.

"Avremo speso probabilmente fino a 2.000 euro, ma non accadrà a questo punto", ha detto Krupka.

"Forse possiamo passare una settimana a Hiddensee più in là quest'anno, ma sto pensando anche di usare questi soldi per ridurre il mutuo, estinguendo una quota più consistente con la banca".

Anche se la pandemia ha ridotto o cancellato le finanze di milioni di persone, i fortunati ancora in grado di lavorare hanno, in molti casi, rimpinguato i risparmi perché le restrizioni nazionali non gli hanno consentito di spendere.

In Germania, nel 2020, i risparmi rispetto al reddito disponibile sono aumentati ai massimi del 16,2%, rispetto al 10,9% rilevato nel 2019. In Francia, il rapporto si è attestato al 22,2% nel quarto trimestre dell'anno scorso, secondo soltanto al record visto nel secondo trimestre, al 27,5%. Anche in Italia e in Spagna i risparmi sono aumentati sensibilmente.

Analisti e politici speravano che queste riserve di risparmi forzati potessero essere liberate da adesso in poi nell'economia della zona euro, avviando una ripresa dell'area che comunque è già stimata più fiacca rispetto a quella degli Stati Uniti.

CONSUMI MANCATI

Tuttavia, le nuove restrizioni imposte in Paesi come Germania e Francia, le prime due economie della zona euro, hanno spento queste speranze.

Il ministero delle Finanze francese ritiene che le nuove misure che dureranno un mese - annunciate la settimana scorsa e valide per attività retail non essenziali a Parigi e in altre zone settentrionali - avranno un impatto limitato sull'economia.

Ma gli economisti del settore privato sono meno ottimisti, con la compagnia di assicurazione del credito Euler Hermes che ha ridotto di mezzo punto percentuale le proprio stime di crescita per il 2021 a 5,4%.

"Se le nuove misure sanitarie non supereranno le quattro settimane previste al momento, possiamo aspettarci un forte effetto di recupero nel secondo trimestre, che aiuterebbe a compensare l'impatto dei nuovi lockdown", ha detto Selin Ozyurt, economista di Euler Hermes France.

"Ciò dipende dal ritorno della fiducia delle famiglie francesi, dal successo della campagna di vaccinazione e dall'estensione del sostegno (economico) statale", ha aggiunto.

Lo stesso vale anche per la Germania, dove la Bundesbank a dicembre aveva previsto una crescita economica del 3% per quest'anno, assumendo che le misure di contenimento sarebbero state allentate in primavera, con il procedere delle vaccinazioni.

"Inizialmente, la pandemia e le misure di lockdown per contrastarla graveranno di più sull'economia tedesca, e probabilmente anche più a lungo di quanto avevamo previsto", ha detto questa settimana a Reuters Jens Ulbrich, capo economista della Bundesbank.

Anche se Ulbrich continua a sostenere che i mancati consumi si riverseranno comunque sull'economia una volta revocate le restrizioni, secondo altri è plausibile pensare che il ritorno alle spese sarà inferiore a quanto sperato.

"Certi acquisti non possono essere ripetuti costantemente. Chi durante il primo lockdown ha acquistato una nuova grande tv per l'home cinema o una cucina high-tech per cucinare piatti deliziosi a casa non lo rifarà dopo solo sei mesi", ha detto Rolf Buerkl dell'istituto GfK, che conduce sondaggi mensili sui consumatori.

"Lo stesso vale per certi servizi. Chiaramente non si va più spesso dal parrucchiere per recuperare i tagli di capelli persi durante il lockdown. Quindi certe spese dei consumatori sono semplicemente perse a lungo termine, e non ci saranno effetti di recupero".

Una nota pubblicata questa settimana da Barclays Economics Research mostra la stessa cautela. L'analisi cita gli effetti dei consumi perduti, in linea con le affermazioni di Buerkl; il fatto che i risparmi extra siano in mano ai cittadini ad alto reddito; e il "jolly" incognito, ovvero come la pandemia trasformerà il comportamento dei consumatori a lungo termine.

"Tutto questo sostiene il nostro outlook cauto per il consumo privato, che prevediamo non tornerà ai livelli precedenti alla crisi prima della fine del 2022", conclude la nota.

La questione cruciale adesso è quanto dureranno le restrizioni, che dipende da quanto rapidamente le autorità europee riusciranno a contenere il virus, attraverso le vaccinazioni e altre misure.

Ieri Philip Lane, capo economista Bce, ha detto che la possibilità di ulteriori misure di lockdown nel secondo trimestre è già inclusa nella stima di crescita dell'istituto centrale per la zona euro nel 2021, al 4%.

Parlando con Cnbc, Lane ha detto che gli attuali piani dell'Unione europea prevedono un sostanziale aumento delle vaccinazioni, che contribuirà al contenimento del virus e permetterà una graduale apertura dell'economia della zona euro.

"Siamo ora alle porte del secondo trimestre, sarà un lungo trimestre", ha detto Lane riferendosi alle future difficoltà per l'Europa e per l'economia del continente.

(Tradotto da Redazione Danzica, in Redazione a Roma Francesca Piscioneri, enrico.sciacovelli@thomsonreuters.com, +48587696613)