Europa a rischio inflazione più alta, Pepp dovrebbe finire a marzo - Knot (Bce)

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Lo skyline con il distretto bancario e la sede della Banca centrale europea a Francoforte

FRANCOFORTE (Reuters) - L'inflazione nella zona euro potrebbe superare le attese nel breve e medio termine, e un simile outlook per la crescita dei prezzi giustifica la fine a marzo degli acquisti d'emergenza di bond da parte della Bce.

Lo ha detto Klaas Knot, governatore della banca centrale olandese.

L'inflazione è balzata quest'anno in seguito a una lunga lista di sviluppi straordinari, ma un crescente numero di analisti, tra cui il Fondo Monetario Internazionale, ha segnalato recentemente che gli aumenti di prezzo potrebbero essere più duraturi del previsto, diventando potenzialmente più permanenti.

"I rischi per l'inflazione complessiva puntano nuovamente al rialzo", ha detto Knot durante un discorso. "I rischi al rialzo, nel breve e nel medio termine, sono legati principalmente ai più persistenti colli di bottiglia produttivi e alle più forti dinamiche salariali domestiche e i prezzi", ha aggiunto.

Knot, un falco all'interno del Consiglio direttivo Bce, ha affermato che anche se questi rischi al rialzo non si materializzeranno, le singole proiezioni base della banca giustificano il termine del Programma di acquisto per l'emergenza pandemica (Pepp) da 1.850 miliardi di euro.

"L'attuale scenario base Bce è coerente con la fine del Pepp a marzo 2022", ha detto. "Anche se al momento stiamo valutando opzioni per agevolare l'uscita dal Pepp, i prossimi dati dovrebbero chiarire come si svilupperanno i rischi legati all'attuale scenario base dell'inflazione".

Knot, tuttavia, si è detto più sicuro rispetto all'outlook sull'inflazione a lungo termine, sminuendo alcuni timori di mercato su un possibile drastico aumento dei prezzi.

L'economista olandese ha sostenuto che l'outlook sull'inflazione è ora "nuovamente in carreggiata" e le attese sull'inflazione, basate sulle opinioni del mercato, mostrano una crescita dei prezzi per lo più in linea con il target della Bce del 2%.

"Accolgo con molto favore questi sviluppi", ha detto Knot. "Dopo un periodo prolungato di battute d'arresto e rischi di deflazione, questa è una buona notizia".

La Bce ha mancato il target per l'inflazione per buona parte dello scorso decennio, nonostante misure di stimolo senza precedenti, tra cui gli ingenti acquisti di asset, prestiti agevolati per le banche e tassi d'interesse profondamente in territorio negativo.

La proiezione di base della banca centrale ora vede l'inflazione avanzare verso il 4% alla fine dell'anno, per poi calare al di sotto del target nel 2022.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli, in Redazione a Roma Francesca Piscioneri, enrico.sciacovelli@thomsonreuters.com, +48587696613)

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