Europa verde: troppi disservizi, R. Lombardia rompa con Trenord

·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 19 gen. (askanews) - "Per mettere fine ai disservizi subiti quotidianamente dai pendolari lombardi", Europa Verde chiede che la Regione Lombardia sciolga il contratto di servizio con Trenord. Secondo il responsabile trasporti, infrastrutture e mobilità urbana del Partito, Dario Balotta, "ci sono infatti tutte le condizioni affinché la Regione applichi l'articolo 39 del contratto di servizio 2015-2020 che recita: 'la Regione potrà comunicare a Trenord la propria intenzione di risolvere il contratto per inadempimento, specificandone le cause'".

"Ciò anche per attuare la direttiva europea che raccomanda una netta separazione tra il programmatore dei servizi di trasporto pubblico e il gestore degli stessi, ovvero la Regione lombardia" ha proseguito Balotta, spiegando che si tratta di "una separazione che sarebbe stata garantita se si fosse assegnato il servizio tramite gara (come avviene in Europa) e non attraverso l'affidamento diretto".

"Dalla sua nascita nel 2011, Trenord ha avuto parecchie crisi gestionali con lunghi periodi di disservizi, ritardi e piani di soppressioni per fronteggiare l'emergenza" ha ricordato l'esponente ecologista, aggiungendo che "nel dicembre 2012 fu l'introduzione del nuovo sistema informatico per la gestione del personale 'Goal rail' a provocare la peggior Caporetto della storia delle ferrovie italiane". "Furono una decina di giorni di blackout durante i quali sono stati soppressi migliaia di treni e i pendolari lombardi hanno vissuto i loro tempi peggiori e da allora una inenarrabile sequenza di disservizi". "La seconda settimana nera arrivò dal 9 al 16 dicembre del 2013 quando vennero i soppressi quasi 1.500 treni, e nel 2014 esplose la vicenda degli straordinari gonfiati" ha proseguito, sottolineando che "anche in questa occasione la Regione fece orecchie da mercante". "Nel 2015 un nuovo piano d'emergenza colmo di soppressioni di treni sostituiti (parzialmente) da autobus, e stessa cosa nel novembre del 2018" ha affermato l'ex sindacalista, aggiungendo che "i già bassi indici della puntualità sono scesi dall'87,5% del 2015 all'80% del 2019 nonostante la riduzione dell'offerta, e l'emergenza Covid ha mascherato le storiche soppressioni dei treni per disfunzioni tecniche e organizzative".

"Sono invece aumentati i costi di produzione raggiungendo il record di 20 euro per chilometro percorso, costo quasi doppio del resto della rete ferroviaria nazionale" ha chiosato Balotta, concludendo "alle soppressioni e ai ritardi si sono aggiunte composizioni limitate, aria condizionata non funzionante, porte guaste, inadeguata se non assente informazione all'utenza e treni non sanificati".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli