Europarlamento vota risoluzione su Brexit favorevole a proroga

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Strasburgo, 18 set. (askanews) - La plenaria del Parlamento europeo ha approvato on 544 voti favorevoli, 126 contrari e 38 astensioni, oggi a Strasburgo, una risoluzione sulla Brexit sostenuta da cinque gruppi politici (Ppe, S&D, Renew Europe, Verdi e Gue) che, dopo aver riaffermato tutte le posizioni dell'Ue e la grande unità delle sue istituzioni e dei paesi membri nel negoziato col Regno Unito, apre alla possibilità di una nuova proroga della data di uscita di Londra dall'Unione, ma a certe condizioni.

Il Parlamento europeo sottolinea che sta al governo britannico presentare "proposte scritte" sulle eventuali "disposizioni alternative" al 'backstop' irlandese che il nuovo premier Boris Johnson vorrebbe rimuovere dall'Accordo di recesso. Tali proposte alternative dovrebbero essere "pienamente operative", e avere effetti equivalenti a quelli del 'backstop', evitando la necessità del ritorno di una frontiera "dura" terrestre sull'isola d'Irlanda.

Inoltre, la risoluzione dichiara che il Parlamento è pronto a tornare sulla proposta originaria di backstop, che prevedeva la permanenza della sola Irlanda del Nord (e non del resto del Regno Unito) nell'Unione doganale dell'Ue, oltre al suo impegno a rispettare alcune normative fondamentali del mercato unico europeo. L'Europarlamento è anche disposto a rivedere la "Dichiarazione politica" che accompagna l'Accordo di recesso del Regno Unito dall'Ue, e a conferirle valore giuridicamente vincolante, e ricorda che un adeguato Accordo di associazione con Londra dopo la Brexit potrebbe rendere il backstop irlandese inutile.

In caso di "no deal", si avverte nella risoluzione, il Regno Unito dovrà assumersene tutte le responsabilità, e garantire comunque il rispetto dei suoi obblighi in materia finanziaria verso l'Ue, il rispetto dei diritti dei cittadini (di quelli europei nelle Isole britanniche e di quelli britannici nell'Ue) e il rispetto dell'Accordo di pace del Venerdì Santo che mise fine alla guerra civile in Irlanda del Nord (assicurando che non sarebbe stata ripristinata una "frontiera dura" terrestre fra le due Irlande).

Il Parlamento europeo, infine, si dice disponibile ad appoggiare l'eventuale richiesta di una proroga della scadenza per l'uscita del Regno Unito dall'Ue, fissata al 31 ottobre, ma solo se vi saranno "ragioni e finalità" precise per giustificarla, quali la necessità di evitare un 'no deal', o l'esigenza di avere più tempo per organizzare nuove elezioni o un nuovo referendum nel Regno Unito, o la revoca dell'attivazione dell'Articolo 50 del Trattato Ue sulla richiesta di uscita dall'Unione, oppure, finalmente, l'approvazione (dopo tanti tentativi falliti) dell'Accordo di recesso da parte del Parlamento britannico.