Europeismo e atlantismo: i pilastri della politica estera di Draghi

Red
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Roma, 17 feb. (askanews) - Una convinta adesione all'Unione europea e all'Alleanza atlantica; la decisa condivisione del principio di irreversibilità della scelta dell'euro; l'impegno ad alimentare il dialogo con la Federazione Russa, la fiducia in una rinovata e intensa collaborazione con la nuova amministrazione degli Stati Uniti, la necessità di rafforzare il rapporto strategico con Germania e Francia. E poi ancora, il negoziato sul nuovo Patto per le migrazioni e l'asilo, e la presidenza italiana del G20 orientata alla "sostenibilità" e alla "transizione verde". Sono questi i principali obiettivi di Politica estera che il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi ha enunciato questa mattina al Senato durante le sue dichiarazioni programmatiche in vista del voto di fiducia.

SENZA ITALIA NON C'E' EUROPA

Draghi ha ricordato che "questo governo nasce nel solco dell'appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all'Unione europea, e come protagonista dell'Alleanza Atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori". Per il presidente del Consiglio, "sostenere questo governo significa condividere l'irreversibilità della scelta dell'euro, significa condividere la prospettiva di un'Unione europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione".

Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini - ha detto Draghi - ma nelle aree definite dalla loro debolezza "cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa". "Anzi, nell'appartenenza convinta al destino dell'Europa siamo ancora più italiani, ancora più vicini ai nostri territori di origine o residenza. Dobbiamo essere orgogliosi del contributo italiano alla crescita e allo sviluppo dell'Unione europea. Senza l'Italia non c'è l'Europa. Ma, fuori dall'Europa c'è meno Italia. Non c'è sovranità nella solitudine. C'è solo l'inganno di ciò che siamo, nell'oblio di ciò che siamo stati e nella negazione di quello che potremmo essere", ha sottolineato.

EUROPEISMO E ATLANTISMO

Il presidente del Consiglio lo ha detto chiaramente: "Nei nostri rapporti internazionali questo governo sarà convintamente europeista e atlantista, in linea con gli ancoraggi storici dell'Italia: Unione europea, Alleanza Atlantica, Nazioni Unite". Si tratta di "ancoraggi che abbiamo scelto fin dal dopoguerra, in un percorso che ha portato benessere, sicurezza e prestigio internazionale", ha spiegato, ricordando che "profonda è la nostra vocazione a favore di un multilateralismo efficace, fondato sul ruolo insostituibile delle Nazioni Unite". Una "forte" attenzione e "proiezione", inoltre, sarà mantenuta anche "verso le aree di naturale interesse prioritario, come i Balcani, il Mediterraneo allargato, con particolare attenzione alla Libia e al Mediterraneo orientale, e all'Africa". L'Italia, ha quindi aggiunto il premier, continuerà anche ad operare affinché si avvii "un dialogo più virtuoso tra l'Unione europea e la Turchia, partner e alleato Nato".

LA TRIADE ITALIA-GERMANIA-FRANCIA

La pandemia di coronavirus ha rivelato la necessità di perseguire uno scambio più intenso con i partner con i quali la nostra economia è più integrata, secondo Draghi. "Per l'Italia ciò comporterà la necessità di meglio strutturare e rafforzare il rapporto strategico e imprescindibile con Francia e Germania", ha detto il presidente del Consiglio. Ma occorrerà anche "consolidare la collaborazione con Stati con i quali siamo accomunati da una specifica sensibilità mediterranea e dalla condivisione di problematiche come quella ambientale e migratoria: Spagna, Grecia, Malta e Cipro".

RUSSIA E USA

Nel suo discorso programmatico, Draghi non ha dimenticato la Russia e gli Stati Uniti. "L'Italia", ha detto, "si adopererà per alimentare meccanismi di dialogo con la Federazione Russa". "Seguiamo con preoccupazione ciò che sta accadendo in questo e in altri Paesi dove i diritti dei cittadini sono spesso violati", ha confermato, alludendo tra le altre cose alle proteste soffocate con la forza dei sostenitori dell'oppositore al Cremlino Alexei Navalny. "Seguiamo anche con preoccupazione l'aumento delle tensioni in Asia intorno alla Cina", ha aggiunto.

Quanto all'avvento della nuova amministrazione di Joe Biden negli Stati Uniti, secondo Draghi, "prospetta un cambiamento di metodo, più cooperativo nei confronti dell'Europa e degli alleati tradizionali". "Sono fiducioso che i nostri rapporti e la nostra collaborazione non potranno che intensificarsi", ha aggiunto.

PRESIDENZA ITALIANA DEL G20

Dallo scorso mese di dicembre e fino alla fine del 2021, l'Italia esercita per la prima volta la Presidenza del G20. Draghi ha confermato che il programma, che coinvolgerà l'intera compagine governativa, ruota intorno a tre pilastri: "People, Planet, Prosperity". "L'Italia avrà la responsabilità di guidare il Gruppo verso l'uscita dalla pandemia, e di rilanciare una crescita verde e sostenibile a beneficio di tutti. Si tratterà di ricostruire e di ricostruire meglio", ha commentato. "Insieme al Regno Unito - con cui quest'anno abbiamo le Presidenze parallele del G7 e del G20 - punteremo sulla sostenibilità e la "transizione verde" nella prospettiva della prossima Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (Cop 26), con una particolare attenzione a coinvolgere attivamente le giovani generazioni, attraverso l'evento 'Youth4Climate'", ha concluso.