Evasione, Soro: non è la privacy che frena

Red/rus

Roma, 18 nov. (askanews) - Non è la privacy a bloccare la lotta all' evasione, come alcuni vanno ripetendo nell' ultimo periodo, anche alla luce delle novità contenute nella manovra. Il Garante della privacy Antonello Soro, spiega in un'intervista al "Sole 24 Ore" che si tratta di una "gigantesca mistificazione".

"Il Garante - aggiunge Soro - è diventato il capro espiatorio. Autorevolissimi esponenti del mondo economico, ex ministri, dirigenti della Banca d' Italia, magistrati: tutti disinformati e tutti a raccontare questa storia che oggi l' agenzia delle Entrate non è in grado di svolgere la funzione di elaborazione dei dati, di analisi dei profili di rischio perché il Garante o la privacy lo impediscono".

Uno scenario che ha preso corpo nella norma della manovra che chiede al Fisco di scovare gli evasori facendo ricorso all' elaborazione dei dati contenuti nei propri archivi, in particolare quello dei rapporti finanziari, e alle interconnessioni fra di loro. E allo stesso tempo, sterilizza alcuni diritti della privacy.

"Norma che evidentemente prende spunto da quella fake news. Ma è dal 2011 che l' agenzia delle Entrate può e deve fare l' analisi e l' incrocio di tutti i dati di cui ha disponibilità. Al riguardo il Garante ha fornito solo indicazioni per mettere in sicurezza le informazioni, per evitare data breach: questo è stato il nostro ruolo in questi anni. E anche il richiamo che la norma fa alla pseudonimizzazione dei dati - non risolutiva perché, per il grado di dettaglio di banche dati così grandi, reidentificare è molto facile - è un problema che non abbiamo mai posto. Tutti i dati che l' agenzia delle Entrate possiede - spese scolastiche, mutui, assicurazioni, interventi edilizi, collaboratori domestici, locazioni, utenze, spese per i viaggi, mezzi di trasporto, conti correnti - possono essere già analizzati e incrociati. Non c' è mai stata alcuna obiezione da parte del Garante".