##Evaso da Poggioreale: è in ospedale con una frattura ad un piede

Psc

Napoli, 27 ago. (askanews) - Ha una frattura a un piede e la sua permanenza presso il Padiglione Palermo dell'ospedale Cardarelli di Napoli sarà ancora più o meno lunga. Forse per lui ci sarà anche un intervento chirurgico. E' piantonato in una corsia del nosocomio partenopeo, Robert Lisowski, il 32enne evaso la scorsa domenica dal carcere di Poggioreale e catturato nella tarda serata di ieri dagli agenti della Squadra Mobile del capoluogo campano. L'uomo, in cella per l'omicidio di un cittadino ucraino dallo scorso 5 dicembre, è stato sorpreso mentre era in strada, tra corso Garibaldi e via Camillo Porzio, a poca distanza dall'istituto penitenziario Giuseppe Salvia nel quale era rinchiuso.

Secondo gli investigatori sarebbe stata propria la invalidante ferita al piede a rallentare la sua fuga al punto da non riuscire ad allontanarsi molto dal quartiere Vasto, limitrofo a quello di Poggioreale. Lisowski era solo quando è stato individuato e catturato e non ha opposto resistenza ma per tentare un ultimo, disperato, tentativo di fuga si è nascosto tra due auto in sosta, ma invano. Erano da poco passate le 22. Intorno alle 20, l'uomo era stato avvistato all'nterno di un portone dove gli inquilini ne avevano chiesto il suo allontanamento senza rendersi, però, conto che fosse la persona evasa dall'istituto di pena.

Ad aiutare le indagini della polizia è stata soprattutto la comunità polacca molto presente in zona. Agli agenti, alcuni testimoni hanno riferito di aver visto il 32enne chiedere l'elemosina e stanziare in androni o panchine. A quel punto, i poliziotti hanno perlustrato palmo a palmo il quartiere rintracciandolo a meno di 48 ore dalla sua rocambolesca fuga organizzata calandosi dalle alte mura del carcere una corda arrotolando delle lenzuola.

E proprio sulla sua evasione proseguono le indagini, anche interne alla casa circondariale, per capire se vi siano stati aiuti o complicità oppure negligenze. Unica certezza degli investigatori, coordinati dai magistrati della procura di Napoli, è che il 32enne non potesse contare su aiuti all'esterno della struttura carceraria. Già prima del suo arresto per l'accoltellamento del cittadino ucraino, avvenuto a ridosso di piazza Cavour, l'uomo aveva perso i contatti con la moglie e con il figlio. In quell'occasione la polizia lo rintracciò su una panchina ai Quartieri spagnoli, sotto l'effetto di alcol. Lisowski non aveva un'occupazione fissa e saltuariamente era muratore, ma nessuno dei suoi ex datori di lavoro o conoscenti sono stati da lui contattati in queste poche ore di latitanza. Al momento della sua cattura ha chiesto soltanto di poter bere, ma non ha detto nulla in merito alla sua evasione. E proprio di evasione dovrà rispondere adesso, oltre al reato di omicidio per il quale è in attesa di giudizio.