Evento con 700 partecipanti e decine di loro che si sono già dispersi in tutto il nord Italia

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Timore per le conseguenze di un rave no mask in una cava abbandonata di Maleo, un paese con focolaio di variante Delta. I media informano che, malgrado le avvisaglie di polemiche scoppiate proprio per la pericolosità del contesto, nell’ex cava di Geroletta ci sarebbero ancora 500 persone che ballano. Il dato tecnico e crudo che è per quell’evento non si sono registrati né feriti né episodi di particolare animosità, come spesso accade a raduni musicali di questo genere, tuttavia c’è anche un altro dato, se possibile ancora più allarmante.

Rave no mask a Maleo, che ha un focolaio di variante Delta con tre casi su dieci positivi

Nel paese che del rave ha funto come punto di incontro prima di raggiungere lo spot vero e proprio, cioè a Maleo, nel Lodigiano, è stata accertata la presenza di tre casi di variante Delta in un focolaio covid di 10 contagiati in corso. E malgrado questa situazione delicatissima, che ad esempio in Spagna con le feste-evento di Maiorca ha fatto danni clamorosi, i giovani, in numero di 700, hanno deciso di andare comunque. I ragazzi sarebbero arrivati alla spicciolata e a gruppi soprattutto dal nord Italia.

Variante Delta e Rave no mask: la “bomba” innescata all’ex cava Geroletta

Le ultime notizie danno molte persone come in procinto di abbandonare il rave mentre altre decine già lo hanno fatto, ed è dato che dà sollievo ed inquietudine al tempo stesso. Perché? Perché quando dopo aver spaccato i lucchetti dell’ex cava di Geroletto ed essersi riversati dentro i giovani hanno ricevuto l’invito a desistere da parte del sindaco di Maleo i partecipanti hanno rifiutato di andarsene dichiarando di essere contro tutte le regole anti-covid. Insomma, se nell’equazione ci sono un paese con un focolaio covid Delta, una cava del paese con 700 giovani no mask e almeno 300 di quei giovani che si sono già dispersi a raggiera in tutto il nord Italia l’incognita di quell’equazione è davvero incognita che fa paura.

Variante delta e Rave no mask, le preoccupazioni del sindaco e l’indagine della Procura

Il primo cittadino, Dante Sguazzi, ha raggiunto quel vecchio sito teatro negli anni ‘90 anche di una indagine ambientale molto seria assieme ai carabinieri ed alla municipale, ma non ha ottenuto l’esito sperato. “Tuttora sono lì delle persone e purtroppo ora si stanno disperdendo ovunque, alcuni ubriachi o drogati e qualcuno, a Maleo, ha già segnalato persone nel parco giochi comunale per bisogni fisiologici. Speriamo tutto questo finisca presto”. Il cordone disposto intorno al siti e lungo le direttrici di accesso-deflusso è comporto da una cinquantina tra militari e agenti tra Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, il tutto mentre la Procura della Repubblica di Lodi ha aperto un fascicolo con l’obiettivo di arrivare all’identificazione dei promotori appena possibile.

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