Ex calciatore scomparso, trovato il corpo. "Volevano scioglierlo nell’acido"

L’uomo era stato visto l’ultima volta il 14 novembre fuori dagli spogliatoi della squadra. (Credits – Facebook)

Ci sarebbe un giro di prestiti e soldi dietro l’omicidio di Andrea La Rosa, il 35enne ex calciatore il cui cadavere è stato rinvenuto ieri all’interno di una macchina che percorreva la Milano-Meda. L’ex calciatore di serie C e neo direttore sportivo del Brugherio calcio era scomparso lo scorso 14 novembre e da allora i carabinieri erano sulle tracce di chi lo aveva rapito.

Sotto controllo erano Antonietta Biancaniello e suo figlio Raffaele Rullo, di Quarto Oggiaro. Proprio i due erano nell’auto che è stata intercettata dai carabinieri mentre, presumibilmente, i due volevano liberarsi del corpo di La Rosa. La vettura, fermata ieri sulla superstrada Milano-Meda, all’altezza di Varedo, in provincia di Monza, era guidata dalla donna.

La coppia di assassini stava tentando di liberarsi del cadavere, abbandonandolo in una cava o in un canale, dopo che aveva anche provato a sciogliere l’ex calciatore nell’acido, non riuscendoci. Quando l’Arma ha capito che i due stavano per liberarsi del cadavere è scattato il controllo e l’arresto.

La Rosa, che era anche socio di un’azienda di consulenze, era stato visto l’ultima volta il 14 novembre fuori dagli spogliatoi della squadra il giorno in cui presentava alla squadra il nuovo allenatore, Marco El Sheikh. Poco prima di scomparire aveva detto ai giocatori e allo staff che aveva un appuntamento con un amico nella zona di Quarto Oggiaro.

Come detto, la Squadra Omicidi dei Carabinieri era da tempo sulle tracce di Antonietta Biancaniello e suo figlio Raffaele Rullo e avevano inserito la scomparsa di La Rosa in un giro di soldi prestati e movimentazione di denaro. Da quello che risulta, infatti, i due assassini probabilmente avevano contratto un debito con l’ex calciatore, arrivato a giocare fino in serie C, e avranno deciso che era più semplice far sparire l’uomo piuttosto che pagare.