Ex Ilva, Arcivescovo Taranto: da governo interlocutore responsabile -2-

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Roma, 5 nov. (askanews) - "Se ArcelorMittal - ha sottolineato mons. Santoro - dirà che non può andare avanti così una soluzione potrebbe essere quella che temporaneamente l'azienda venga gestita dai commissari e poi se ne prenda carico lo Stato. Questa è sicuramente una possibilità ma in Italia non ci sono esempi virtuosi di nazionalizzazione di aziende. Per questo dico che prima di arrivare a questo passo bisogna percorrere tutte le strade possibili del dialogo e del negoziato". "La grossa questione", ha aggiunto l'arcivescovo di Taranto alla radio della Cei, è "quella di arrivare a chiudere l'area a caldo dell'ex Ilva. E questo significa perdere subito 4 mila posti di lavoro perché attualmente l'azienda sta occupando più persone di quelle che servono per produrre". "La città e la comunità cristiana - ha concluso mons. Santoro ai microfoni di inBlu Radio - vive questo momento con grande apprensione. Siamo di fronte a uno dei momenti cruciali di questa vicenda. La comunità cristiana è unita nella preghiera. Domenica prossima faremo un'iniziativa pubblica durante la preghiera dei fedeli. Domenica sarà la giornata del ringraziamento: da un lato ringraziamo il Signore del pane che ci dà e dall'altro preghiamo affinché non ci venga a mancare perché le prospettive non sono positive".