Ex Ilva, arcivescovo Taranto: "Visita di Conte segno positivo"

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"È stato un conforto e una sorpresa positiva, proprio il fatto di farsi vicino alla gente e anche di sfidare e di ascoltare i drammi e il malcontento. E poi di dialogare con tutti. È realmente un atteggiamento positivo. Una cosa del genere non l'avevo vista". Così, parlando con l'Adnkronos, l'arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, torna sulla visita dell'altro ieri nel capoluogo jonico del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha incontrato operai dell’ex Ilva, istituzioni e comitati cittadini e ambientalisti. 

"Avevo invitato già nel 2013 e nel 2014 i ministri della Salute e ho portato io stesso il ministro Balduzzi in un incontro al quartiere Tamburi - prosegue Santoro - però un presidente del Consiglio che scende in campo direttamente è proprio un segno positivo perché qui ci vuole una risposta corale da qualcuno che guidi l'insieme delle iniziative da prendere".  

Conte ha definito un "dramma" e "una tragedia" il fatto che ci sono lavoratori dell'ex Ilva, attuale Arcelor Mittal, da lui incontrati l'altra sera che "pensano di fare qualcosa di sbagliato", poiché magari nelle loro stesse comunità familiari ci sono persone che li attaccano in quanto "con il loro lavoro contribuiscono a tenere vivo" uno stabilimento che quegli altri "vorrebbero chiudere". 

"Questa è la tragedia a cui assisto tutti i giorni - spiega l'arcivescovo - perché qui da me, l'ho già detto altre volte, vengono tutte e due le 'cordate': quelli che hanno subìto un morto in famiglia a causa dell'inquinamento e quelli che chiedono: 'cosa sarà di noi e del nostro lavoro? E' realmente così. Bisogna allora trovare una risposta a tutti i problemi nel loro insieme", insiste. "Qui chi è legato al mondo del lavoro e della fabbrica sente tantissimo il dramma. E le prospettive non sono rosee, anzi sono ancora confuse. Il gesto del presidente è stato un segnale positivo. Significa che la guida politica del Paese si vuole impegnare con questa circostanza", conclude monsignor Santoro.  

"Di tempo ne abbiamo perso tanto, è vero. Questa è la prima osservazione. In questo momento ci vuole una cabina di crisi diretta, guidata con fermezza, senza badare agli interessi politici, né al populismo, né alle prossime elezioni regionali ma pensando al vero bene della Nazione e di Taranto", commenta monsignor Santoro, la scelta del presidente del Consiglio di varare un gabinetto di crisi per risolvere la questione ex Ilva e dei tempi necessari per giungere a una schiarita. Tempi che potrebbero allungarsi. "Secondo me dei segni devono essere dati immediatamente", aggiunge il presule. "Poi, dopo, si aprirà un cammino che può essere lungo. Ma dei segni nell'immediato devono essere dati".