Ex Ilva, Clini: errore e danni da scelta politica commissariamento

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Roma, 9 gen. (askanews) - "Le motivazioni della sentenza del gup di Milano che ha scagionato la famiglia Riva, ricordando i congrui investimenti fatti sulle politiche ambientali da parte di ILVA, fanno luce su alcuni pesanti errori strategici compiuti dalla politica negli ultimi anni e restituiscono verità su una vicenda su cui sono state fatte molto speculazioni. Avevo ragione a sostenere che l'Autorizzazione Integrata Ambientale fosse l'unica via per sanare l'ambiente a Taranto senza ostacolare la produttività industriale. Obiettivo mancato, soprattutto perché non furono garantite né l'agibilità degli impianti né la disponibilità dei prodotti finiti". E' quanto dichiara in una nota Corrado Clini, ministro dell'Ambiente del governo Monti.

"Il 16 luglio 2013 - prosegue Clini- in occasione della mia audizione alla Commissione Industria del Senato, avevo documentato che era stato impedito all'ILVA con il sequestro dei prodotti finiti di utilizzare le risorse già destinate al programma di risanamento ambientale da completare entro il 2015 che la famiglia Riva aveva sottoscritto con me, in qualità di ministro dell'Ambiente, il 15 novembre 2012. Per intenderci lo stesso piano ambientale ancora in vigore e mai completato. Nella stessa audizione avevo messo in evidenza che il commissariamento dell'ILVA era drammaticamente miope e sbagliato - immotivato dal punto vista formale - perché avrebbe aperto la strada a ritardi nel piano di risanamento e perdite economiche. I dati degli ultimi 6 anni sono chiari. Forse sarebbe ora di ricostruire la vera storia dell'ILVA dal 2012 a oggi, un caso da manuale della miscela di incompetenza e pregiudizio anti-industriale che hanno intossicato e inquinato l'Italia negli ultimi decenni", conclude l'ex ministro.