Ex Ilva, Fassina: nazionalizzazione e dazi per salvare lavoro e ambiente

Pol/Luc

Roma, 8 nov. (askanews) - "Ieri, sull'ex Ilva, il governo italiano ha difeso l'interesse nazionale. Le comunicazioni del Ministro Patuanelli sono state di notevole spessore tecnico e politico. La sua ricostruzione ha spazzato via la strumentale giustificazione dello scudo penale: l'obiettivo vero di ArcelorMittal, emerso con l'irricevibile condizione di 5.000 esuberi posta per rimanere a produrre nel nostro Paese, è lasciare l'Italia dopo l'incursione per prendersi uno spazio di mercato. In tale quadro, va percorsa, tra le opzioni in campo, la via della nazionalizzazione dell'azienda". Lo scrive Stefano Fassina, Deputato di LeU e promotore del movimento Patria e Costituzione, in un intervento su Huffingtonpost.

"Siamo entrati in un tornante storico, 'momento Polanyi' è stato definito, dove per tutelare l'interesse nazionale ritorna a essere necessario l'intervento pubblico nell'economia. Ma va guardata in faccia anche un'altra verità: senza dazi, è insostenibile produrre acciaio a Taranto. In un 'libero mercato' globale, drammaticamente squilibrato in termini di standard sociali e ambientali, o innalzi i dazi, almeno ai confini Ue, oppure abbandoni la produzione di acciaio, in particolare a Taranto. La strada imboccata per l'acciaio, va percorsa anche per Alitalia, dopo il saccheggio compiuto da Ethiad assistita dai complici italiani al vertice della compagnia", conclude il post Fassina.