Ex Ilva, Fontana (Confindustria Puglia): "Non facciamola diventare un'altra Bagnoli"

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·2 minuto per la lettura

"Non facciamo diventare l'ex Ilva di Taranto un'altra Bagnoli, un'altra fabbrica chiusa e smontata, senza bonifica e lasciando un'intera area in condizioni disastrose". Lo dice, ad Adnkronos/Labitalia, Sergio Fontana, presidente di Confindustria Puglia, dopo che, nei giorni scorsi, una sentenza del Tar di Lecce ha dato 60 giorni di tempo per spegnere l'area a caldo dell'acciaieria. Arcelor Mittal, attuale proprietaria dello stabilimento di Taranto, ha presentato ricorso al Consiglio di Stato. Una sentenza che, avverte Fontana, "mette a rischio migliaia di posti di lavoro di persone che lavorano nell'acciaieria e nell'indotto".

"L'ex Ilva è una delle prime questioni che il governo Draghi dovrà affrontare perché qui c'è da riparare -aggiunge il presidente di Confindustria Puglia, a cui è iscritta anche Arcelor Mittal- un danno ambientale, economico e sociale. E ce lo dice l'Europa nel Next Generation Eu che la sostenibilità deve essere ambientale, economica e sociale". "L'acciaio è un prodotto strategico, è un prodotto trasversale: si usa dalla chimica all'edilizia. Non ci possiamo rinunciare", commenta.

"La transizione energetica dell'ex Ilva, la sua decarbonizzazione, come la conversione della centrale a carbone di Cerano, vicino Brindisi, sono il banco di prova del Governo Draghi sulla transizione energetica e quindi su gran parte del suo programma". Ne è convinto Sergio Fontana, presidente di Confindustria Puglia, che ad Adnkronos/Labitalia aggiunge: "Tutti interventi per i quali si deve utilizzare il Recovery Fund, con cui l'Europa ci chiede di diventare un Paese con un'industria più sostenibile, in cui non ci possono essere posti di lavoro in cambio di malattia o morte".

Non solo. "Un'operazione dell'Enel di conversione di Cerano in centrale a energia rinnovabile e pulita -osserva Fontana- farebbe di questo sito una best practice europea e sarebbe un impulso allo sviluppo di tutto il territorio". "Bisogna pensare ai prossimi 30-40 anni e lasciare un pianeta pulito a chi verrà dopo di noi: ora è il momento giusto per questa scelta di campo, abbiamo un primo ministro forte e autorevole, abbiamo molte forze politiche sedute allo stesso tavolo di governo e abbiamo le risorse di Next Generation Eu", conclude Fontana. (di Mariangela Pani)