Ex Ilva, Guariniello: "La giustizia non è un sogno, spero si avveri a Taranto"

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“La giustizia non è un sogno, mi auguro che a Taranto si possa avverare”. Raffaele Guariniello, ex pm di Torino che continua a battersi per i settori del lavoro, della salute e dell’ambiente con la stessa energia e attaccamento che aveva prima di andare in pensione, pur premettendo di non conoscere le carte processuali della sentenza sull’ex Ilva di Taranto che stamani ha portato in primo grado a pesantissime condanne ai Riva per disastro ambientale, interpellato dall’Adnkronos non nasconde i timori che lo hanno sempre accompagnato.

“Uno dei miei crucci - osserva - è che la maggior parte dei crimini ambientali in Cassazione si prescrivono. Un tempo - ribadisco che sul caso Ilva non so quale sia la data di consumazione del reato - avevamo giurisprudenza della Cassazione che diceva che il disastro si consumava sino a che non cessavano gli effetti, era stata memorabile la sentenza del 2007 su Porto Marghera, nel 2014 invece con la sentenza su Eternit si è dichiarata la prescrizione perché si è detto che il disastro cessa con la fine dell’attività. Da allora non ho fatto che vedere processi anche molto rilevanti, con condanne per disastro, finiti sotto lo sterminio della prescrizione in Cassazione”.

L’ex pm osserva: “Se si arriva ad una dichiarazione di responsabilità penale è chiaro che il processo dovrà essere giusto sia per le vittime che per gli imputati. E la prescrizione, anche in questo caso, sarebbe il male che ci sta perseguitando su queste materie”.

Guariniello ricorda che in qualità di presidente della commissione di lavoro che doveva varare le nuove leggi sull’amianto (all’epoca del ministro dell’ambiente Costa) fece una proposta in cui, proprio per arginare il rischio prescrizione per i reati ambientali, chiedeva che il disastro si consumasse finché non sono finiti gli effetti sull’uomo e sull’ambiente, “ma purtroppo non so che fine abbia fatto”.

L’ex pm si augura che “il sogno di giustizia a Taranto si possa avverare” nella consapevolezza che “oggi come oggi le grandi comunità sono rimaste senza giustizia perché bisogna fare il conto a fine processo. La giustizia penale in questa materia sta vivendo una crisi dilaniante ma non bisogna demordere. Speriamo che il caso dell’Ilva sfugga allo sterminio della prescrizione”.