Ex Ilva, Lezzi (M5s): non voterò mai lo scudo penale

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Roma, 12 nov. (askanews) - "No, mai: non voterò nessuno scudo". Lo ribadisce in un'intervista a La Verità, Barbara lezzi, ex ministro del Sud e firmataria dell'emendamento che ora si sostiene abbia spinto la proprietà a voler lasciare lo stabilimento di Taranto.

"Comunque Mittal non se ne può andare. Lo decide un giudice. Mittal è tenuta a operare da un contratto stipulato con lo Stato italiano", spiega contratto che "non contiene nessuno scudo", ma "prevede il diritto di recesso di Mittal se una nuova norma 'rendesse impossibile portare avanti il piano ambientale'" e "non c'è nessuna norma che renda impossibile questo lavoro. Lo scudo lo avevano i commissari del governo: fu introdotto dal decreto Renzi del 2015. Nell'aprile del 2019, quando questa norma è stata abrogata, nessuno l'ha più chiesta".

Secondo Lezzi quindi non sarebbe questa la ragione per cui Mittal vuole lasciare Ilva: "Io sospetto che, dal momento in cui non hanno rispettato il piano industriale e occupazionale, ogni pretesto fosse buono", "il vero tema è una perdita economica che impedisce a Mittal di portare avanti il piano ambientale", "pagano un affitto irrisorio per la quota di mercato di Ilva. Penso sia giusto che paghino poco, ma questo era previsto proprio perché sostenevano il piano", le perdite "a fine anno sfioreranno il miliardo di perdite. Ma il tema è che il piano industriale non tiene", e perciò "vogliono andare via... hanno abbandonato altri Paesi europei, ad esempio il Belgio. E in Africa? Loro fanno così. È la loro policy".

E della sua mozione contro lo scudo dice: "Io le ho viste le teste rasate dei bambini malati di chemio. Il bottone verde dello scudo non lo premerò mai". Nemmeno se glielo chiede Conte? "Mai. E fra l'altro non lo chiede. né a me né agli altri".