Ex Ilva, Pagano (Pd): da azienda provocazione, vogliono lo scontro

Pol/Luc

Roma, 4 dic. (askanews) - "Le intenzioni con le quali l'amministratrice di Arcelor Mittal Morselli si è presentata al tavolo al Mise sembrano davvero una provocazione: parlare di 4.700 licenziamenti, che sommati ai vecchi esuberi porterebbero a dimezzare la forza lavoro dell'Ex Ilva, significa voler cercare lo scontro e non soluzioni. Il Governo ora studi i necessari passi legali per far rispettare l'accordo firmato un anno fa, valutando tutte le strade, compresa la possibilità di rivalersi economicamente in maniera pesante su Mittal". Lo scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Ubaldo Pagano.

"Un anno fa la multinazionale franco-indiana - prosegue Pagano - ha firmato un accordo che prevedeva la produzione di 6 milioni di tonnellate di acciaio all'anno con 10.700 dipendenti. Ora l'azienda sostiene di voler produrre la stessa quantità, 6 milioni appunto, con la metà degli operai: e questa sarebbe serietà? Come è possibile che una società si impegna con un formale accordo e poi dopo un anno cambia completamente le carte in tavola? Piena solidarietà e vicinanza ai lavoratori, che il 10 dicembre scenderanno in sciopero, e a tutte le famiglie di Taranto".