Ex Ilva, Palombella (Uilm): governo agisca per scongiurare disastro

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Roma, 7 nov. (askanews) - "Il governo deve decidere cosa fare dello stabilimento siderurgico più grande d'Europa e del settore della siderurgia in Italia. La situazione è drammatica, si devono mettere in campo soluzioni serie e concrete per salvaguardare il futuro di 20mila lavoratori e di un'intera comunità. Il tempo non c'è, già avviato lo spegnimento degli altoforni". Così Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, dopo l'incontro avvenuto a Palazzo Chigi tra governo, parti sindacali e rappresentanti degli enti locali sulla situazione dell'ex Ilva.

"È giusto dire - dichiara il leader Uilm - a tutti i lavoratori e ai cittadini che quella fabbrica non può essere sostenibile con i forni elettrici o a gas. Si deve essere chiari nel dire anche che con una produzione di 4 milioni di tonnellate oppure con la chiusura dell'area a caldo, con importazioni dall'estero da stabilimenti del gruppo di semi prodotti, non è sostenibile economicamente. Le richieste di ArcelorMittal sono inaccettabili - continua - perché non sono tollerabili per nessuna ragione 5 mila esuberi che si aggiungono ai 2 mila in Amministrazione straordinaria e 5 mila dell'indotto".

"Gli altiforni - prosegue - scontano anni di mancata manutenzione e servono urgenti interventi straordinari. Se si fermano gli altoforni, non c'è possibilità di riattivarli con la conseguenza della fine della produzione la chiusura dello stabilimento. Se si vogliono salvaguardare realmente i 20mila lavoratori si deve far ritirare a Mittal la procedura di recessione e imporre rispetto degli accordi. Faccio un appello - conclude - al Presidente Conte e a tutto il governo: fare di tutto per evitare conflitto sociale presente oggi a Taranto. Servono urgentemente misure concrete per evitare catastrofe ambientale, occupazionale e industriale. Il tempo è scaduto".