Ex Ilva, Renzi mette nei guai Conte

Giuseppe Colombo
Emendamento scudo ex Ilva

Due emendamenti al decreto fiscale - uno specifico per l’ex Ilva, l’altro relativo a tutte le aziende che si trovano in situazioni simili - per ripristinare lo scudo penale in favore dei vertici di ArcelorMittal. Eccola la mossa dei renziani nella partita complessa e delicata che il governo sta giocando in casa per provare a mettere sul tavolo una proposta da sottoporre al colosso franco-indiano dell’acciaio che ha deciso di lasciare Taranto. È una mossa che anticipa e che spiazza Giuseppe Conte, che impatta su un tema sensibilissimo dentro la trattativa interna alla maggioranza dato che i 5 stelle sono contrari a reinserire l’immunità. Proprio oggi il premier ha vincolato lo scudo a una serie di condizioni molto pesanti.

“Soltanto se Mittal venisse a dirci che rispetterà gli impegni previsti dal contratto - cioè produzione nei termini previsti, piena occupazione e acquisto dell’ ex Ilva nel 2021 - potremmo valutare una nuova forma di scudo”, dice Conte in un’intervista al Fatto quotidiano. Parole perentorie, che mettono in evidenza come il ripristino dello scudo sia un tema tutt’altro che risolto e ancora legato agli umori dei pentastellati. 

I passaggi per arrivare alla decisione finale sono obbligati. Conte vedrà i parlamentari grillini pugliesi che continuano a ribadire il loro no allo scudo. Sono gli stessi che in Senato hanno promosso e poi fatto votare, anche a Pd e Italia Viva, l’emendamento al decreto salva-imprese che ha soppresso lo scudo per i manager di Mittal. Poi sarà necessario trovare una sintesi dentro la maggioranza. Intanto però i renziani si portano avanti con le proposte di modifica al decreto fiscale depositate stamattina, al termine della scadenza della presentazione degli emendamenti.

“Disposizioni in materia di Ilva Spa”, recita il titolo dell’emendamento di Italia Viva in possesso di Huffpost, a prima firma della deputata Raffaella Paita. Due commi per intervenire sul decreto legge n.1 del 2015, il...

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