Ex Ilva, SIMA: da stop Mittal opportunità da "ultima chiamata"

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Roma, 5 nov. (askanews) - "L'annuncio di Arcelor Mittal rappresenta un'opportunità, questa volta ineludibile, per ripensare e rilanciare la produzione di acciaio a Taranto nella prospettiva dell'innovazione e della sostenibilità. SIMA propone di attivare un gruppo operativo multidisciplinare, per portare sul tavolo della nuova Commissione Europea, di prossimo insediamento a Bruxelles, una proposta organica, in linea con le richieste di finanziamento per decarbonizzare la produzione, fatte proprie dagli stessi acciaieri nell'ultimo European Steel Day di giugno". È quanto dichiara il prof. Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) - presente da anni a Taranto -, commentando la vicenda dell'ex Ilva.

"L'obiettivo deve essere quello di fare di Taranto una 'zona franca della conoscenza', innescando nuove economie basate su ricerca e innovazione, a partire dalla produzione di acciaio dalle proprietà innovative e di qualità (ponendosi sul mercato in maniera differenziata dall'insostenibile concorrenza cinese), utilizzando le migliori tecnologie in grado di minimizzare gli impatti ambientali e sanitari", aggiunge.

"Come già di pubblico dominio, una soluzione potrebbe derivare all'impiego di forni a idrogeno con innesco a gas (in grado di produrre 2.5 milioni di tonnellate ciascuno) testati in Germania e in altre parti del mondo. Anziché ricostruire altoforni a carbone, la Puglia ha le caratteristiche per avviare la necessaria produzione di idrogeno (con 1kg di idrogeno si producono 9 tonnellate di acciaio). La graduale conversione dell'attuale acciaieria in un moderno impianto a minimo impatto consentirebbe anche di superare il problema dell'immunità penale - rimarca Miani -, che secondo la Corte Costituzionale poteva infatti giustificarsi solo per il periodo necessario a una vera transizione verso l'ambientalizzazione della fabbrica".

"Oggi esistono soluzioni tecnologiche in grado di risolvere i problemi di Taranto. Al governo il compito di mettere insieme gli attori del sistema. Una sintesi è ancora possibile", conclude il presidente di SIMA.