Ex Ilva, slitta incontro governo-ArcelorMittal

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E’ slittato a domani, come reso noto nella tarda serata di ieri, l’incontro tra il governo e i vertici di ArcelorMittal, dopo la decisione del colosso franco-indiano di recedere dall’accordo sull’ex Ilva siglato un anno fa.  

A quanto si apprende l’incontro, al quale prenderanno parte, per il governo, il premier Giuseppe Conte e il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, è stato fissato per domani a Palazzo Chigi alle ore 11. 

"Per questo governo la questione Ilva ha massima priorità. Ho convocato a Palazzo Chigi i vertici di ArcelorMittal. Faremo di tutto per tutelare investimenti produttivi, livelli occupazionali e per proseguire il piano ambientale", ha scritto ieri via Twitter il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. ''C'è la ferma determinazione del governo di proseguire la produzione dell'Ilva, di salvaguardare l'occupazione e di garantire la tutela dell'ambiente'', avrebbe detto Conte ai leader di Cgil Cisl e Uil in avvio di confronto sulla manovra ieri sera. "Il governo vuole confrontarsi con l'azienda ma riteniamo che non ci sia alcun motivo che possa giustificare questo recesso. La norma sullo scudo penale non era nel contratto e non può essere invocata per giustificare il recesso', avrebbe detto ancora commentando la decisione della multinazionale di revocare il contratto di affitto degli stabilimenti dell'ex gruppo Ilva. "Abbiamo convocato l'azienda e chiariremo bene ad ArcelorMittal la nostra posizione'', avrebbe aggiunto.  

"Il governo non accetta ultimatum. Riteniamo che il recesso non sia giustificato, come ha affermato invece l'azienda. Il governo ha immediatamente convocato le parti sociali e l'azienda stessa, le incontrerà e poi prenderà le sue decisioni". Così Riccardo Fraccaro, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri.  

Intanto prosegue il fuoco incrociato di accuse. "Il governo dovrebbe tornare indietro e chiedere scusa. A rischio 15mila posti di lavoro per la clausola votata da Pd, 5Stelle e LeU", dice Matteo Salvini ai microfoni di Radio CRC Napoli.  

Calenda a Salvini: "Non dire balle su Ilva" 

"La vicenda di Ilva è emblematica e consegue a una scelta fatta in Parlamento nelle scorse settimane di revocare uno dei punti qualificanti del contratto che l'investitore aveva firmato con lo Stato italiano. Mi auguro che chi deve capisca quali sono le conseguenze di scelte irragionevoli e non meditate". Così il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, a margine dell'audizione sul dl fisco in commissione Finanze alla Camera sul caso ArcelorMittal. "I continui cambiamenti di norme, gli interventi a gamba tesa sulle norme penali, l'instabilità del quadro non solo non attraggono investimenti ma fanno scappare quelli che ci sono", afferma.  

Intanto viene definita una 'boutade' l'ipotesi di una cordata che vede l'ingresso di Cassa e Depositi e Prestiti. A escludere questa eventualità sono fonti finanziarie interpellate dall'Adnkronos, in riferimento a notizie secondo le quali l'ex premier Matteo Renzi, starebbe al lavoro per un'alternativa che replicherebbe la cordata, scesa in campo contro ArcelorMittal, con gli indiani di Jindal, Arvedi e Cdp. "Non c'è assolutamente nulla", riferiscono le stesse fonti evidenziando che Cassa Depositi e Prestiti, che non è un fondo salva imprese, da statuto non può intervenire in operazioni di salvataggio di aziende in crisi.