Ex nunzio condannato, Vaticano: rispetto per giustizia francese

Red
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Città del Vaticano, 18 dic. (askanews) - La Santa Sede "conferma il rispetto per le autorità giudiziarie francesi", dopo la condanna a Parigi di mons. Luigi Ventura, ex nunzio apostolico in Francia, per molestie sessuali ai danni di cinque giovani uomini.

La Santa Sede, si legge in una nota diramata dall'ufficio stampa vaticano, "ha preso atto della sentenza nei confronti di S.E. Mons. Luigi Ventura. Il legale del Presule ne ha ribadito l'innocenza. La Santa Sede conferma il rispetto per le autorità giudiziarie francesi, con le quali Mons. Ventura ha sempre dimostrato la volontà di collaborare".

Mercoledì scorso il tribunale correzionale di Parigi ha condannato a otto mesi con la condizionale mons. Luigi Ventura, ex nunzio apostolico in Francia, per molestie sessuali ai danni di cinque giovani uomini.

Nato in provincia di Brescia, Ventura, 75 anni, nel 1995 è stato nominato da Giovanni Paolo II nunzio apostolico in Costa d'Avorio, Burkina Faso e Niger, lo stesso anno è stato consacrato arcivescovo dal cardinale Angelo Sodano, dal 1999 al 2001 è stato poi nunzio in Cile, in Canada dal 2001 e nel 2009 Benedetto XVI lo ha nominato nunzio in Francia. Il presule si trova a Roma.

Il caso era esploso il 24 gennaio del 2019, quando la Procura della Repubblica di Parigi ha aperto una indagine per "aggressione sessuale" a carico del diplomatico vaticano in seguito alla denuncia partita dal Comune della capitale francese. Il 17 gennaio, in occasione dei tradizionali auguri di inizio anno del sindaco di Parigi Anne Hidalgo alle autorità civili, diplomatiche e religiose, all'Hotel de Ville, il rappresentante diplomatico vaticano, in quanto decano del corpo diplomatico presso la Repubblica francese, aveva accompagnato la prima cittadina della capitale francese, come consuetudine protocollare, dal suo studio al salone del ricevimento. Prima il presule avrebbe a più riprese "allungato la mano" su un giovane dell'ufficio responsabile delle relazioni internazionali del municipio di Parigi, Mathieu de La Souchère, che ha poi sporto denuncia. A questa prima denuncia se ne erano aggiunte altre quattro, tra di esse quelle di un seminarista, altri sono stati ascoltati dagli inquirenti ma hanno preferito non formalizzare la denuncia. Una denuncia sarebbe relativa all'epoca in cui mons. Ventura era nunzio in Canada.

A luglio dell'anno scorso, la sala stampa vaticana comunicò che "la Santa Sede rinuncia all'immunità giurisdizionale di cui gode il Nunzio apostolico in Francia, mons. Luigi Ventura, in virtù della Convenzione di Vienna del 18 aprile 1961 sulle relazioni diplomatiche, ai fini della procedura penale che lo riguarda. Si tratta di un gesto straordinario che conferma la volontà del Nunzio, espressa fin dall'inizio della vicenda, di collaborare pienamente e spontaneamente con le autorità giudiziarie francesi, competenti per il caso. La Santa Sede ha atteso, per assumere questa decisione, la conclusione della fase preliminare del procedimento - comunicatale a fine giugno - a cui mons. Ventura ha liberamente partecipato. La decisione della Santa Sede è stata comunicata ufficialmente alle autorità francesi la settimana scorsa". Il Papa aveva poi accettato le dimissioni del nunzio in Francia pochi giorni dopo il compimento del 75esimo compleanno, senza dunque rinnovare di un paio di anni, come è consuetudine, la sua missione a Parigi. Mercoledì scorso la condanna e ora la nota della Santa Sede che "prende atto" della sentenza e "conferma il rispetto per le autorità giudiziarie francesi".