Ex parroco Lampedusa: "Migranti strumentalizzati e utili solo per dibattito politico, Ue si vergogni"

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"Continuiamo a sbagliare punto di vista. Da decenni". Don Carmelo La Magra, ex parroco di Lampedusa, si dice "deluso" dalle parole del premier Mario Draghi. "E' certo che questi sbarchi continui sull’Italia rendono la situazione insostenibile" ha detto ieri il presidente del Consiglio al termine della Conferenza internazionale sulla Libia. Parole che, secondo il prete che per cinque anni sulla più grande delle Pelagie ha vissuto in prima linea il fenomeno migratorio, rivelano ancora una volta un errore di prospettiva.

"Nel corso degli anni - dice all'Adnkronos - abbiamo guardato al tema delle migrazioni dal punto di vista di ciò che l'Italia, l'Europa o i Paesi dell'altra sponda del Mediterraneo devono gestire. Mai da quello dei migranti e dei loro diritti negati. Concentrati su quello che noi dobbiamo affrontare, abbiamo dimenticato il vero problema: l'impossibilità per questi nostri fratelli di avere viaggi sicuri e legali".

Così di volta in volta, a seconda dei governi che si sono succeduti, il fenomeno migratorio è diventato "una questione di pubblica sicurezza, un problema economico o di gestione dei flussi". Un errore di prospettiva e non solo. "Tra il sostegno alla Guardia costiera libica e i vari aiuti che da anni l'Italia fornisce alla Libia - sottolinea - abbiamo contribuito alle sofferenze dei migranti, siamo stati complici di trattamenti disumani, dell'orrore che sappiamo esserci al di là del Mediterraneo". A Tripoli da quasi due mesi migliaia di rifugiati sono accampati davanti agli uffici dell’Unhcr, chiedono di essere evacuati verso Paesi sicuri. "Chiediamo alle autorità e al mondo intero di riconoscerci come esseri umani, di rispettare e proteggere i nostri diritti", dicono.

"Dovremmo vergognarci - dice adesso don Carmelo -. Credo sia imbarazzante per l'Europa, che si definisce la patria dei diritti, della democrazia, della libertà e del Cristianesimo che alcune persone debbano ricordarci che sono esseri umani e di avere gli stessi nostri diritti". Nei giorni in cui sui media esplode il dibattito sulla crisi tra la Polonia e la Bielorussia il parroco dei migranti non si dice sorpreso.

"E' come quando ci troviamo davanti all'ennesima strage del Mediterraneo - dice -, se ne parla per giorni, dimenticandosi delle tragedie quotidiane, degli sbarchi continui, di chi ogni giorno rischia la morte per attraversare quel mare. Questi migranti che bussano alle porte dell'Europa non destano più interesse degli altri, ma sono al momento più utili per il dibattito politico. I migranti per noi sono tutti di serie C: li tiriamo in ballo solo quando la loro storia, le loro vicende servono a sostenere il dibattito politico in una continua strumentalizzazione". Che accomuna destra e sinistra. "Mi sembra sotto gli occhi di tutti: mai abbiamo visto un politico lottare realmente per la libertà dei migranti", conclude. (di Rossana Lo Castro)

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