Ex senatori Fasiolo e Amidei e beffa ricorso vinto: "Troppi soldi da versare, addio a vitalizio"

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"Avrei preso circa 600 euro, meno del reddito di cittadinanza". E ancora: "Troppi i soldi da versare, ho lasciato perdere, certo poi uno pensa anche a quei colleghi che prendono la pensione, che per trovarli in Senato servirebbe 'Chi l'ha visto?'". La prima battuta è dell'ex senatore di Fi, Bartolomeo Amidei, la seconda di Laura Fasiolo, ex dem. Insieme, nel 2020, hanno visto riconosciuto il loro ricorso per avere il trattamento previdenziale dopo la XVII legislatura, nonostante non avessero completato i fatidici "quattro anni sei mesi e un giorno" che danno il diritto al trattamento previdenziale a Palazzo Madama.

La Contenziosa di palazzo Madama chiese loro di integrare di propria tasca i contributi mancanti. Una strada che ora sembra ridare speranza ai tantissimi peones di Camera e Senato, che sono a rischio pensione, se questa legislatura dovesse interrompersi, prima della scadenza naturale, magari dopo l'elezione del capo dello Stato, il prossimo febbraio. Una strada che però Amidei e Fasolo non hanno percorso: troppo alto l'esborso da fare. "Ci è stato chiesto di versare una somma troppo impegnativa per colmare il divario - ricorda la dem, interpellata dall'AdnKronos - una cifra tanto più sproporzionata di fronte a chi magari ha una certa età e un aspettativa di vita non troppo lunga".

Il collega azzurro ha fatto i conti, calcolatrice alla mano ha spiegato: "dovevo tirare fuori 60mila euro circa". E "con i 3 anni e mezzo maturati, prima di raggiungere il punto di pareggio, il break even tra quanto investito e quanto avrei ricevuto, avrei dovuto festeggiare i 75 anni... ". Niente vitalizio per entrambi, nonostante la sponda della Commissione presieduta dal forzista Luigi Vitali. "Io - interviene Fasiolo - subentrai in Senato a Isabella Del Monte, a legislatura iniziata da un anno, sarebbe stato troppo costoso per me, non me lo sono potuto permettere". "Preso atto di questo - aggiunge la senatrice goriziana - ho salutato e ringraziato".

Ora i due ex senatori sono fuori dal Parlamento, senza pensione. Entrambi però non rinunciano a denunciare "l'ingiustizia di questo meccanismo". "Io penso che il calcolo" previdenziale "vada effettuato sulle presenze effettive in Parlamento, non dovrebbero poter fruire di un contributivo pieno, assenti senza motivazione adeguata". "Alcuni che oggi godono della pensione contributiva - conclude amara la democratica - sono volti poco noti, tanto da ricercarli su 'Chi l'ha visto?'". Chiude così, invece, Amidei: "Io non sono comunque uno di quelli che prende il vitalizio, che mi pare non sia più neanche una cosa vantaggiosa".

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