Expo 2020 Dubai, trasformare l'emergenza in una grande opportunità

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AGI - Unità e solidarietà di fronte alla crisi globale da Covid-19: questo il patto di ferro tra gli addetti ai lavori per il successo dell'Expo di Dubai. Era quasi tutto pronto già un anno fa prima della decisione inevitabile del rinvio a causa della situazione pandemica, ma la macchina organizzativa non si è mai fermata con la volontà di lavorare il più possibile insieme alle parti interessate e con le misure di sicurezza necessarie.

Per sei mesi la capitale di uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti si trasformerà in una vetrina mondiale in cui i Paesi partecipanti presenteranno al mondo il meglio delle loro idee, progetti, modelli esemplari e innovativi nel campo delle infrastrutture materiali e immateriali sui temi dell'Esposizione Universale: un'occasione per creare partnership e dare forma al mondo di domani. È la prima volta che un'Esposizione universale è organizzata da un Paese dell'area ME.NA.SA (Medio Oriente, Nord Africa, Asia meridionale).

Quando l'Italia ha deciso di partecipare si è posta l'obiettivo di essere un innovation hub, ovvero un'officina di collaborazione e innovazione con quella parte di mondo che va dal Nord Africa e Mediterraneo allargato al Medio Oriente, fino all'Asia Centrale, all'India, al Sud-Est Asiatico e alla Cina. E la crisi sanitaria non ha cambiato i piani, anche perché gli Emirati Arabi Uniti hanno adottato una serie di solide misure precauzionali per controllare la diffusione di Covid-19 ed Expo 2020 ha applicato pienamente le ultime linee guida emanate dall'Autorità sanitaria di Dubai, dal Ministero della salute e della prevenzione, dall'Organizzazione mondiale della sanità e degli altri organi competenti. Non hanno dubbi gli organizzatori: sarà un successo, il primo dell'era post Coronavirus.

Del resto la città stessa di Dubai (significa locusta, in lingua locale) è una scommessa vinta con il deserto che la circonda: alla fine Settecento il business locale era la raccolta delle perle, poi è arrivato il petrolio che ha trasformato questo scampolo di penisola araba in un luogo d'incontro da Oriente e Occidente con numeri da stupire il mondo in nome del business, dell'innovazione, delle tecnologie, della sostenibilità e con uno skyline di oltre 400 grattacieli che rendono la sua architettura un biglietto da visita riconoscibile ovunque nel mondo.

Il tema ufficiale di Expo 2020 Dubai resta lo stesso (Connecting Minds, Creating the Future, collegare le menti, creare il futuro), ma l'emergenza climatica ha accelerato e reso obbligatori molti processi di innovazione. A partire dalla sostenibilità, che oggi è uno degli impegni più importanti presi dall'organizzazione dell'evento, con più dell'80% degli edifici realizzati per l'Expo che continueranno a esistere dopo la manifestazione come spazi residenziali e commerciali. Il padiglione dedicato alla sostenibilità diventerà un centro dedicato alla Scienza e all'Infanzia. Il consumo energetico negli edifici stabili sarà ridotto del 30 per cento rispetto a livelli standard grazie ad apparecchiature per l'efficientamento energetico; gli impianti degli edifici realizzati per l'Expo consentiranno di ridurre il consumo di acqua potabile del 40 per cento sempre rispetto a un immobile convenzionale. Durante i sei mesi dell'evento l'obiettivo dell'organizzazione è inoltre fare la raccolta differenziata dell'85% dei rifiuti che saranno generati all'interno dell'area Expo.

Eni partecipa a Expo 2020 di Dubai in qualità di “Platinum Sponsor” del Padiglione Italia: fiore all'occhiello è l'installazione Innovation means making things possible dedicata alle nuove modalità di produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare da materiali biologici interpretando in chiave artistica il processo di biofissazione intensificata della CO2 sviluppato nei laboratori del nostro Centro Ricerche per le Energie Rinnovabili e l'Ambiente di Novara.

 

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