Expo Dubai, il Padiglione festeggia il Natale con l'Italian Solidarity Day

·4 minuto per la lettura

AGI - Nei giorni in cui le luci di un maestoso albero di Natale si accendono anche sotto alla cupola di Al Wasl Plaza, il tema della Solidarietà è nell'aria a Expo 2020 Dubai. E  il Padiglione Italia, in collaborazione con Rai per il Sociale, ha voluto dare forma e sostanza alla parola “Solidarietà” dando vita a un grande evento internazionale, un dibattito tra i principali stakeholder, su alcuni dei 17 obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite: la povertà in crescita, l'ampliamento del gender gap e delle distanze sociali, la perdita di istruzione, la caduta dei redditi e dell'occupazione.

Con l'intento di promuovere un rafforzamento delle partnership pubblico-privato che operano sul fronte della cooperazione internazionale e della ri-costruzione sociale, l'evento è stato aperto dalla ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, che ha ricordato i 20 miliardi di euro dedicati al terzo settore nel Pnrr, “dobbiamo promuovere nuove partnership tra istituzioni, società civile e settore privato per costruire un nuovo modello per la nostra società”, senza dimenticare, in scala più grande, il valore della Cooperazione internazionale quale “il più grande atto di solidarietà”.

Anche gli Emirati Arabi, con Tariq Al Gurg, CEO e Vicepresidente di Dubai Cares e Mohamed Abdulhameed Al Hosani, Direttore della Emirates Foundation, hanno illustrato i loro progetti: “Il Covid-19 è stato un grande test per noi. Durante l'emergenza avevamo 3000 volontari distribuiti sul territorio e la nostra piattaforma conta fino a 600mila volontari attivi su tanti fronti. Il prossimo anno Abu Dhabi ospiterà una Conferenza internazionale sul volontariato a cui parteciperanno delegati di circa 120 Paesi diversi. Vogliamo diventare Hub del volontariato a livello regionale e sempre più internazionale”, ha detto Al Hosani.

È andato in profondità nella trama e l'ordito della società italiana e non solo Don Luigi Ciotti, che ha messo in guardia i decisori sociali da una normalizzazione della criminalità quale uno degli effetti, non secondari, del Covid-19: “La percezione è che il problema dei giochi criminali, della corruzione, delle mafie, del traffico di stupefacenti, non è un problema ma uno dei tanti problemi”. Don Ciotti ha aggiunto: “la solidarietà è una parola a me molto cara, ma non deve diventare una parola pericolosa, perché c'è il rischio che si affidi alla solidarietà quello che deve essere giustizia sociale. Mi auguro che ci sia un giorno, lo dico in senso provocatorio, meno solidarietà e più giustizia sociale, e vi lascio un esempio: la povertà è un crimine contro la dignità, è un crimine di civiltà. Bisogna darsi da fare per lottare contro la povertà sulla Terra.”

In riferimento alòa Conferenza internazionale sul volontariato lanciata sul palco del padiglione, Don Ciotti ha citato anche future forme di collaborazione tra Italia ed Emirati: “Bisogna far parlare i giovani, quelli di qui, emiratini, e quelli italiani. Si lavorerà in remoto, poi ci sarà il grande appuntamento qui a ottobre nel prossimo anno. Ma poco prima di quell'appuntamento abbiamo invitato loro in Sicilia dove si terrà un grande evento con Rai per il Sociale sugli stessi temi”.

Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione Human e della Fondazione MAXXI, ha sottolineato l'importanza di migliorare il paradigma economico nel quadro della “sindemia” in corso, vale a dire la commistione di crisi climatica e sociale, a partire dalla compliance ISG. Githinji Gitahi, Global CEO, Amref Health Africa, ha ricordato le profonde ineguaglianze geografiche che la pandemia ha messo ancora più in luce: “L'Africa come continente conta il 17% della popolazione mondiale ma ha ottenuto poco meno del 3% dei vaccini. Questa è una grande ingiustizia legata anche alla mancanza di trasparenza nella sottoscrizione degli accordi”, mentre Claudia Mazzola, direttore dell'Ufficio studi della Rai, ha citato la raccolta di articoli, arrivata anche sulle poltrone del pubblico di Dubai, che mettono a fuoco il ruolo della televisione pubblica nella coesione territoriale. “Nata nel 1954, la Rai ha contribuito alla creazione di una comune coscienza nazionale tra territori ancora molto diversi tra loro” ha detto, sottolineando che la sfida oggi è rappresentata anche dal valore educativo delle nuove tecnologie, nella cui promozione e diffusione la Rai è di nuovo impegnata.

All'evento del Padiglione hanno partecipato anche Maher Nasser, Commissario Generale Onu per Expo 2020 Dubai; Khaled Khalifa, rappresentante dell'UNHCR nei Paesi del Golfo; Manoj Juneja, CFO e Vicedirettore esecutivo del World Food Programm; Francesco Profumo, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo; Dominique de la Rochefoucauld-Montbel, Grande Ospedaliere del Sovrano Ordine di Malta; Clare Dalton, a capo della missione della Croce Rossa negli Emirati Arabi Uniti; Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità di Sant'Egidio; Gaela Bernini, Segretaria Generale della Fondazione Bracco; Padre Philip Larrey, della Pontificia Università Lateranense.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli