Expo, procura Corte Conti ipotizza danno 2,2 milioni per Sala e altri

Il logo di Expo 2015 Milano. Foto del 3 aprile 2015. REUTERS/ Giorgio Perottino

MILANO (Reuters) - La Procura generale della Corte dei Conti della Lombardia ha notificato un avviso preliminare all'ex AD di Expo e sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e ad altri per un presunto danno erariale da 2,2 milioni di euro in relazione alla fornitura degli alberi per l'Esposizione Universale del 2015.

Lo ha comunicato oggi il difensore di Sala, l'avvocato Salvatore Scuto, a margine dell'udienza preliminare in cui l'ex AD è accusato di abuso d'ufficio sempre in relazione al verde per l'Expo. Il legale ha precisato che l'avviso è stato notificato anche all'ex dg di Infrastrutture lombarde spa, Antonio Rognoni, all'ex manager di Expo Angelo Paris e alle società Metropolitane Milanesi e Ilspa.

L'avviso preliminare è l'atto con cui l'organo contabile inizia una procedura di accertamento di un presunto danno erariale.


DIFESA SALA: "NULLA LA RICHIESTA DI PROCESSO"

Per quel che riguarda l'udienza preliminare iniziata oggi davanti al Gup Giovanna Campanile, in cui Sala è imputato di abuso d'ufficio insieme ad altre cinque persone, l'avvocato Scuto ha sollevato un'eccezione di nullità relativa alla richiesta di rinvio a giudizio firmata dalla Procura Generale. Per il legale, i magistrati avrebbero potuto avocare alla Procura solo i reati che da quest'ultima erano stati archiviati e, tra questi, non figurava l'abuso d'ufficio.

In origine, l'avocazione - potere esercitato dalla Procura Generale quando ritiene che la Procura non abbia indagato a sufficienza - riguardava il reato di turbativa d'asta relativo alla fornitura del verde. Nel dicembre scorso la Procura Generale aveva archiviato l'accusa di turbativa, cambiandola con quella di abuso d'ufficio.

Su questa e altre eccezioni, fra le quali quelle di trasferimento del fascicolo per competenza territoriale a Como e a Venezia, il gup si pronuncerà nella prossima udienza fissata al 22 febbraio.

Oggi il giudice ha riunito in un'unico procedimento il filone sull'ipotesi di reato di abuso d'ufficio contestata a Sala a quello che riguarda anche l'ex manager di Expo Paris, l'ex dg di Ilspa Rognoni, l'ex presidente della Mantovani Piergiorgio Baita, il presidente di Coveco (Consorzio Veneto Cooperativo) Franco Morbiolo e un dipendente di Metropolitane Milanesi, Dario Comini.

Per la violazione della legge 231 del 2001 sono imputate anche le società Coveco e la stessa Mantovani. Quest'ultima è anche parte offesa assieme all'impresa Pizzarotti, alla MM spa e a Expo 2015 spa. I reati contestati  a vario titolo, oltre all'abuso d'ufficio per il solo Sala, sono corruzione, turbativa d'asta, rivelazione del segreto d'ufficio, accesso abusivo a sistema informatico e ricettazione. Le società Pizzarotti, Ilspa, MM spa e Mantovani (che ha la doppia veste anche di responsabile civile) hanno chiesto di costituirsi parte civile, a differenza di Expo 2015 spa che non ha presentato richiesta in tal senso.

Tutti gli imputati hanno sempre respinto gli addebiti.

Per l'imputazione di falso, avanzata dalla Procura Generale sempre nell'indagine sulla "piastra" di Expo, Sala ha scelto di essere giudicato con il processo di rito immediato.


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