Expo2030, Gualtieri consegna la proposta di Roma: non avrà rivali

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Roma, 7 set. (askanews) - Il Comitato promotore Expo Roma 2030 ha consegnato oggi a Parigi al segretario generale del Bureau International des Expositions (Bie) Dimitri Kerkentzes il dossier di candidatura di Roma per l'Expo del 2030. A presentare il documento, insieme al presidente del Comitato, Giampiero Massolo, in rappresentanza del Governo, il sottosegretario del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), Manlio Di Stefano, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

Il volume di 618 pagine contiene il progetto dettagliato per concorrere assieme ad altre 3 città (Busan, Odessa e Riyadh) ed è stato redatto da un team di professori e professionisti che hanno collaborato con le Università romane e le istituzioni locali e nazionali, sotto la guida dell'architetto Matteo Gatto già chief architect e direttore della Visitor experience di Expo Milano 2015.

"Oggi è un giorno importantissimo per la nostra città - ha dichiarato al termine dell'incontro il sindaco Roberto Gualtieri - abbiamo consegnato un progetto molto dettagliato che non credo possa avere rivali dal punto di vista della qualità e della visione del futuro". Expo 2030, ha aggiunto Gualtieri "è una straordinaria occasione di crescita per tutto il Paese e Roma, come dimostra il nostro dossier, si presenta come la città ideale per legare passato e futuro, storia e innovazione e offrire una nuova visione ispirata ai valori di pace, giustizia, e sostenibilità". In questo quadro, spiega Gualtieri "la nostra candidatura è assolutamente unica perché non solo Roma è una delle capitali più belle e conosciute del mondo ma è anche perfettamente in grado di gestire l'arrivo di decine di milioni di turisti previsti per questo grandissimo evento planetario che cadrà peraltro proprio nel 2030, anno della scadenza degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Tra i progetti che abbiamo maggiormente a cuore presenti nel dossier c'è infatti proprio la strategia energetica che introdurremmo nell'area di Tor Vergata oltre ad un coinvolgimento diffuso complessivo di tutta la capitale, a partire dal collegamento che realizzeremo tra i Fori Imperiali e lo spazio che ospiterà i Padiglioni".

L'elaborazione del dossier di candidatura, ha dichiarato il presidente del Comitato Giampiero Massolo "è la prima grande legacy che Expo lascia a Roma nel viaggio verso il 2030. È stato un esercizio collettivo di tutto il sistema paese che ha contribuito a scrivere un progetto unico, per realizzare una rigenerazione inclusiva che abbia un impatto immediato e che duri nel tempo". "Voglio ringraziare pubblicamente tutte le Istituzioni, le Associazioni di categoria, gli attori della società civile che hanno collaborato con noi alla sua stesura ha aggiunto Massolo -. I numeri ci dicono che sette italiani su dieci vogliono l'Expo a Roma, ma ora il nostro obiettivo, è quello di guadagnare il consenso della comunità internazionale. I prossimi step che ci attendono sono a novembre, dove l'Assemblea Generale entrerà maggiormente nel vivo dei progetti illustrati nel dossier, a cui farà seguito la visita ispettiva del Bie a Roma tra febbraio e marzo".

Il volume è diviso in 21 capitoli, 14 obbligatori e 7 aggiuntivi, e si può riassumere in cinque parti fondamentali (le regole del Bie non permettono che il dossier venga ancora reso noto nella sua interezza). Tematicamente si articola in 5 parti: si apre con l'impegno delle istituzioni a voler ospitare l'Expo e il sostegno della società civile. Si affronta, successivamente, lo sviluppo del tema scelto per l'Esposizione: "Persone e Territori: Rigenerazione, Inclusione e Innovazione" approfondendone il valore universale e la sua centralità nel dibattito contemporaneo. Una terza sezione è dedicata alla città di Roma e alla sua regione, luogo ideale per Expo 2030, per la sua unicità storica e culturale, la sua posizione di crocevia tra tre continenti e per essere uno snodo cruciale del multilateralismo e della cooperazione internazionale: sede di 337 ong e 420 ambasciate che la rendono capitale mondiale della solidarietà e della diplomazia.

Dal versante Farnesina "abbiamo ben chiara l'importanza della candidatura di Roma ad ospitare Expo 2030 - ha dichiarato il Sottosegretario agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano -. Per questo abbiamo mobilitato tutta la rete diplomatico-consolare per sostenere Comune e Comitato Promotore in una campagna entusiasmante e complessa. Il nostro sforzo è massimo nell'esplorare nuove partnership e valorizzare quelle tradizionali, allo scopo non solo di guadagnare il sostegno dei 170 Paesi in questa campagna così fortemente competitiva, ma anche di affermare l'italianità nel mondo. Roma Expo 2030 rappresenterà una grande occasione tanto per l'Italia quanto per l'intera comunità internazionale: un grande laboratorio dedicato all'ideazione di nuove strategie di sviluppo che garantiscano un futuro più sicuro, sostenibile ed equo per le nuove generazioni. In questo contesto, fondamentale sarà il ruolo svolto dal 'Sistema Roma', oggi presente qui a Parigi e che intendiamo continuare a valorizzare nell'ambito di una 'diplomazia delle città' nella quale - con i suoi tremila anni di storia ed il suo continuo sguardo al futuro - la nostra capitale non può che essere capofila di una rete globale."

Per quanto riguarda la partecipazione, si stima la presenza nell'edizione romana di circa 150 nazioni diverse, più di circa una trentina tra Organizzazioni locali/internazionali e partner aziendali. Una vasta partecipazione di pubblico è prevista per Expo 2030 Roma, stimata intorno a 23,6 milioni di visitatori (di cui 55,4% italiani e 44,6% stranieri). Tenendo conto anche delle presenze ripetute, quest'affluenza dovrebbe generare oltre 30 milioni di presenze (di cui 59,2% italiani e 40,8 stranieri). Il periodo scelto è stato selezionato per avere una buona probabilità di poter raggiungere tale obiettivo di più di 30 milioni di presenze all'Expo - con una media giornaliera stimata di 165,000 visitatori e un giorno di punta che vedrà circa 275.000 visitatori.