Ezio Bosso: il 13-09 esce il primo disco con inediti e rarità

Image from askanews web site
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Roma, 29 ago. (askanews) - In occasione del suo 51esimo compleanno il 13 settembre, dopo un lunghissimo lavoro di riordino delle partiture trovate nei suoi archivi, esce la prima registrazione discografica dell'importante mole di repertorio inedito, raro o ormai introvabile di Ezio Bosso, eseguita dal Quartetto d'Archi di Torino: lo stesso per cui Ezio la scrisse ed affidò nelle rare esecuzioni dal vivo negli anni '90.

Si tratta del Quartetto d'archi N.4 "The Four Letters" ispirato a quattro lettere di giovani partigiani della seconda guerra mondiale ed eseguito dal vivo solo un paio di volte, nonché quattro estratti dal Quartetto N.2 "Quattordici danze per bambini intorno a un buco", inserito nel 2003 da Gabriele Salvatores nella colonna sonora di "Io non ho paura" e che è valso a Bosso la nomination agli Oscar.

La registrazione arriva dopo un lungo lavoro di riordino e collazione delle partiture, commissionato dagli eredi Bosso ad amici collaboratori del Maestro quali la flautista e direttrice d'orchestra Silvia Catasta, a lungo assistente del Bosso compositore e dei musicisti Giacomo Agazzini, David Romano, Diego Romano e Claudia Ravetto.

Tommaso Bosso, fondatore e amministratore delegato di Buxus Records e Edizioni, ha commentato: "Le pressioni per fare in fretta in questi anni sono state tante, soprattutto dal basso, dalla gente comune, ma ho sempre cercato di spiegare che, anche se può sembrare surreale, per noi Ezio era eterno e nessuno di noi aveva mai lontanamente considerato ipotesi credibile che ad un certo punto potesse non essere più con noi ad occuparsi della sua musica, della sua idea di musica, come solo lui sapeva fare.

"Per molti mesi siamo rimasti sospesi, sotto choc, poi abbiamo lentamente e dolorosamente preso in mano questo patrimonio immenso e labirintico, dove tutto sembra fluire e rinascere continuamente sotto diversa forma, soprattutto le musiche. Abbiamo dovuto avvalerci di collaboratori importanti e soprattutto competenti, abbiamo dovuto riordinare, assimilare, riflettere. Nulla di ciò che stavamo facendo poteva essere preso con leggerezza. E anche ora ogni passo può sembrare lento, ma a nostro giudizio non può e non deve essere diversamente".