F1, il racconto di Grosjean: "Secondi interminabili, come mi sono salvato"

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Ventotto secondi interminabili tra la vita e la morte. Tanto è passato dal momento dell’incidente di Romain Grosjean, ad inizio GP del Bahrain domenica scorsa a Sakhir, e l’attimo in cui il pilota francese della Haas è riuscito a liberarsi dall’abitacolo e sfuggire alle fiamme che stavano avvolgendo la sua monoposto.

Istanti interminabili, secondi nei quali tutta la vita è passata davanti gli occhi del pilota francese che, trasportato in ospedale, se l’è cavata con qualche ustione a mani e caviglie tanto da essere dimesso, con ogni probabilità, nella giornata di domani.

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Il pilota ha raccontato quello che gli è passato per la mente dopo la tremenda esplosione: “Sono passati 28 secondi, ma a me sono sembrati molto di più. Anche perché ho provato tre volte ad uscire dall`abitacolo. Ho avuto più paura per i miei cari che per me, è per loro ed è grazie a loro che sono riuscito ad uscire dall`abitacolo. Attorno a me ho iniziato a vedere solo il colore arancione delle fiamme e mi è venuto in mente l`incidente di Niki Lauda. Dovevo uscire di lì per i miei bambini".

“Più che un miracolo si è trattato di un concorso di circostanze che sono andate tutte nella giusta direzione. Senza l`Halo di sicuro non sarei qui. Evidentemente Jules Bianchi non aveva voglia di vedermi lassù. Per me è come se fossi rinato domenica. L`incidente mi ha marchiato a vita” ha spiegato Grosjean.

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Il francese ha poi aggiunto: “Sto bene, a parte che mi ritrovo con le mani di Topolino, ma le ustioni sono superficiali, riesco a muovere tutte le dita. Mi sono reso conto subito della portata dell`incidente, non e' stata la mia ora. Mi ricordo tutto dall`inizio alla fine, non ho perso conoscenza. Per uscire dall`abitacolo sono riuscito a slacciare le cinture, il volante invece era volato via credo al momento dell`impatto”.

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