Fa accostamento tra Hiv e Lgbt, bufera sul leghista Borghi

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ROME, ITALY - January 23: Claudio Borghi candidate for the Northern League ( Lega Nord) during a press meeting, on January 23, 2018 in Rome, Italy. The Italian General Election takes place on March 4th 2018. (Photo by Simona Granati - Corbis/Corbis via Getty Images) (Photo: Simona Granati - Corbis via Corbis via Getty Images)
ROME, ITALY - January 23: Claudio Borghi candidate for the Northern League ( Lega Nord) during a press meeting, on January 23, 2018 in Rome, Italy. The Italian General Election takes place on March 4th 2018. (Photo by Simona Granati - Corbis/Corbis via Getty Images) (Photo: Simona Granati - Corbis via Corbis via Getty Images)

È bufera su Claudio Borghi, deputato della Lega che in un post ha attaccato i giornalisti colpevoli di contattarlo per chiedergli se si è vaccinato. A innescare la polemica è stato il parallelo fra infezione da Hiv e Lgbt. “Terzo giornalista che chiama per sapere se sono vaccinato. Finora sono stato gentile, al prossimo parte il vaffan...e la cancellazione dalla lista dei contatti. Perché questi eroi la prossima volta che intervistano un LGBT non gli chiedono se è sieropositivo e se fa profilassi?”, ha scritto Borghi.

Parole che hanno innescato la reazione del Partito Democratico, ‘invitato’ da Matteo Salvini a confrontarsi sulle eventuali modifiche al ddl Zan. “Coloro con i quali noi dovremmo negoziare e condividere norme contro la omotransfobia”, è il laconico commento di Enrico Letta. Ma a prendere la parola in Aula alla Camera è stato anche il deputato di Forza Italia, in prima linea per l’approvazione del Ddl Zan, Elio Vito. Rivolgendosi al presidente dell’Aula di Montecitorio, Vito ha spiegato: “Vorrei richiamare la sua attenzione per fare in modo che Borghi possa scusarsi non con me ma dinanzi all’assemblea per le cose che ha scritto poco fa. Mettere di nuovo lo stigma della sieropositività su una intera comunità ritengo sia una cosa ignobile. Paragonare omosessualità e sieropositività è una forma di discriminazione gravissima. Basterebbe un minimo di buonsenso per evitare di dire queste scempiaggini. Borghi chieda scusa a me, alla comunità e al paese che dovrebbe rappresentare con onore e con decoro”.

Il duro intervento di Vito, tra l’altro, è stato accolto con applausi provenienti anche dai banchi del Pd. E il deputato dem, Filippo Sensi, ha voluto congratularsi personalmente con il collega che, sebbene dal fronte politico opposto, porta avanti la sua battaglia per l’approvazione della legge contro l’omotransfobia: “Sono andato a congratularmi con Elio Vito che in aula ha usato parole di fuoco su un tweet inqualificabile - diciamo così - di un deputato leghista”, riferisce Sensi che si dice “allibito” dal tweet del leghista.
“Per la cronaca, questi sono quelli con i quali dovremmo dialogare sul ddl Zan, quelli dei quali dovremmo fidarci”, rincara un altro esponente dem di spicco come Matteo Orfini. “Prima di chiedere mediazioni sul #ddlZan, Salvini sia coerente e cacci #Borghi dal suo partito”, ha scritto su twitter Alessandro Zan.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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